Miss Fritty: «l’arte non ha sesso, è una questione di energie»

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Avevo programmato di passare la serata nella City fra un drink e un altro, poi ci ho ripensato e credo che passerò il venerdì sera a cercare una ricetta per il Riso, Patate e Cozze. Questo succede quando fai due chiacchiere con Miss Fritty e quando arte, life style e cucina si mescolano fra loro come se fosse una delle cose più naturali di sempre. In realtà, avremmo dovuto parlare solo di Gangsta Lady, il primo disco ufficiale di Miss Fritty, che esce oggi per La Victoria Records: la neonata etichetta fondata da St. Luca Spenish di cui avevo già accennato durante l’intervista a Turi Moncada. Quello che è successo è che, oltre al disco, siamo arrivate a parlare di temi paralleli e affini ai più blandi concetti di donna, indipendenza e femminismo. Stile, ricerca, arricchimento personale, cultura, empatia, valori.
Miss Fritty è questo e molto altro. Lo si percepisce nel disco, come nelle sue parole. Gangsta Lady è un album che consiglio a tutti. Esecuzione eccellente e ottima attitudine Hip Hop. Di seguito vi propongo un estratto dell’intervista. La potrete leggere integralmente nel numero #25 di Moodmagazine.

 

Pic – Fabio Ficara

Gangsta Lady, una celebrazione della donna moderna. A te scoccia se viene inquadrato come disco femminista?
Mi scoccia di più il significato che danno al femminismo. A volte la narrativa del femminismo è descritta, a mio parere, erroneamente come un movimento contro gli uomini. Io lo descrivo come empowerment della donna. Se chi lo descrive come femminista la pensa come me, assolutamente no non mi darebbe fastidio.

Qualche tempo fa ho intervistato Leslie che non ama essere identificata come rapper donna. Qual è invece il tuo punto di vista?
Ne sono sempre stata molto fiera in passato, ma allo stesso tempo penso che sia davvero obsoleto categorizzare, in quanto limitante. Ti do uno scenario: immagino me, più piccola in una ipotetica Freestyle Battle, ci sono due categorie: Rapper Donne e Rapper Uomini, come se fosse calcio, come se le mie abilità di scrittura, performance e improvvisazione siano diverse da quelle di un uomo. No. L’arte a differenza dello sport non ha sesso, non ha differenze fisiche, ma è una questione di energie.

Quali sono i contenuti che troviamo in Gangsta Lady?
L’amore è la spina dorsale del disco, l’amore in tutte le forme. Ma sinceramente il disco parla anche tantissimo di me o meglio sono io che parlo nel disco. Sono monologhi con me stessa o conversazioni con persone nella mia vita che amo, ho amato o che mi hanno ferito. Chi mi ascolta può conoscermi un po’ meglio e immagino di non essere l’unica a pensarla nel modo in cui la penso, quindi spero di far sentire meno solo qualcuno che la pensa come me.

Quando hai deciso che era il momento di uscire con un disco?
A parte il Joint Album con Joe Ariwa e Mad Professor, ho fatto finora solo EP, singoli e featuring, il che per l’artista moderno potrebbe anche andare bene, ma il mio caro amico Top Cat (quello che canta “Mi Love Mi Sess”) mi ha sempre detto che un vero artista deve avere un album, se no non è un vero artista. E non posso che essere d’accordo. Quando fai un album non pensi solo a una canzone, ma pensi al concept, pensi a chi e cosa potresti aggiungere, pensi all’opera intera non singola. E come se facessi una tesi di laurea. Come direbbero qui You Level Up. Ovviamente la pausa pandemia mi ha regalato anche tanto tempo e quindi sono riuscita a creare il progetto che volevo.

Londra è una città busy. Quando trovi il tempo di scrivere?
Londra si mangia il tuo tempo ma ti dà tante idee in cambio, magari non scrivo tutti i giorni o settimane, ma quando scrivo ho chili di creatività presi durante l’essere busy a Londra. Di solito scrivo la mattina presto o la notte tardi, più che altro perché il momento in cui il mio cervello è più creativo. Ma non ti nascondo che le migliori rime e melodie mi vengono mentre faccio le pulizie a casa, il sabato mattina.

Che tipo di rapporti hai creato come expat con gli altri Italiani del panorama Urban- HipHop in Uk? Hai trovato affinità?
Certo, e la pensiamo tutti alla stessa maniera. Davide Shorty è a Londra e ci siamo beccati a qualche serata in giro ma non abbastanza, la città è grande ed è difficile pianificare! Anche Gaudi è qui da anni e abbiamo lavorato un po’ insieme in studio, grandissimo produttore. Non ho mai frequentato molti Italiani qui ma di Hip Hop c’è un collettivo di Italiani che si chiamano Rockwilderz e Hip Hopera Foundation che organizzano Jam (nel significato Old School della parola) con breakdancers, graffiti e dj set in parchi e campi da basket e skate park, ma davvero eventi grossi. È da un annetto che ci vado e mi diverto moltissimo.

Stai già pensando a un piccolo tour? Magari dividendoti fra Italia e Uk?
Assolutamente sì. È la ragione per cui facciamo musica, siamo artisti, non social media manager. Sto aspettando conferma di alcune date in Italia mentre in UK ho già qualcosa in estate.

Dopo averti tediato per ore, ti faccio una domanda smooth che non c’entra niente. C’è un ristorantino pugliese che mi raccomandi su Londra?
Casa mia! Comunque no, non mangio molto in posti italiani qui a Londra. Ti rilancio un francese per Seafood e Ostriche, a Soho, il mio preferito, Randall & Aubin. Uno chef era pugliese mi sa, ma dubito che trovi riso patate e cozze lì!

Foto Fabio Colonna
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