Michael Sorriso presenta “L’Incendio”, il suo ultimo disco

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L’Incendio, il terzo disco di Michael Sorriso dopo L’Incertezza del 2016 e L’Incentivo del 2018, è un piccolo concept album di undici tracce in cui l’artista pone al centro dell’attenzione problematiche ambientali e sociali fra cui il riscaldamento globale, la siccità e le guerre sfruttando il simbolismo del fuoco anche ripreso nella copertina realizzata dal visual designer Woc. L’artista torinese, impegnato dal 22 Giugno negli opening act dei concerti di Willie Peyote, aveva anticipato il disco nel Novembre 2021 con il singolo “Pianoforti”. Si legge nel comunicato stampa che il disco, fuori per Sony Music, è un album “rap a tutti gli effetti ma si discosta dal genere per contenuti (non ci sono i soliti cliché da rapper e anche quando vengono citati il senso viene completamente ribaltato) e l’utilizzo di veri musicisti”Non ho potuto fare a meno di approfondire e di scambiare quattro chiacchiere con l’artista.

Nel tuo comunicato stampa si legge che il tuo disco si discosta dal rap per i contenuti. Posso chiederti cosa intendete dire?
Nel rap, per come lo intendo io, è normale il fatto di rifarsi a dei cliché stilistici o contenutistici. Il punto è che per me è sintomo di poca originalità e ricerca. Nel mio disco ho trattato alcuni dei temi comuni nel rap come la rivalsa sociale,la descrizione della propria condizione di vita e delle proprie ambizioni, ma li ho rivisitati secondo il mio punto di vista ed il mio gusto. Spesso poi nel rap spicca il materialismo. Ovviamente anche io non sono esente dal fascino del possedere cose, ma penso di essere riuscito a non restare acritico e passivo nel veicolare anche certi messaggi. Credo che nel disco si possano trovare riferimenti politici e culturali diversi dalle classiche citazioni al Padrino o a Scarface, senza nulla togliere a chi continua ad ispirarcisi. Anche nella produzione del disco c’è stato un lavoro diverso, vista la massiccia partecipazione di musicisti nella realizzazione delle canzoni.

Che temi tratti quindi nel disco L’Incendio?
É un disco variopinto sia a livello musicale che contenutistico. Ci sono riflessioni sull’impatto del cambiamento climatico nel futuro imminente, sull’instabilità e la difficoltà di progettazione che affliggono la mia generazione, così come canzoni in cui si parla d’amore, di odio ed emozioni forti in generale, passando per uno storytelling a sfondo storico e pezzi prettamente rap, con citazioni a film, libri e personaggi storici/politici.

Ironizzando, come si spegne l’incendio?
Ho un paio di amici pompieri e chiederò conferma, ma credo che una delle tecniche utilizzate sia circondare l’incendio e scavare delle buche lungo tutto il perimetro, per isolare la zona che va a fuoco. Nel caso del mio disco, credo basti spegnere lo stereo e non dire ai propri amici della mia esistenza, anche se la speranza è che non succeda e che la fiamma inizi ad ardere in modo controllato, come una sorta di torcia olimpica.

Per la parte grafica hai collaborato nuovamente con un visual artist di Torino, WOC. Come lo hai conosciuto?
Tempo fa, arrivando dal commercio di tessuti, avevo voglia di creare un brand di vestiti, ma non avevo idea di come farlo. Per l’occasione ci ha presentati un amico comune e abbiamo iniziato a collaborare. Abbiamo fondato Italia90, e visto che lui ne è il direttore artistico e collaboravamo già per tutte le questioni legate al brand, sceglierlo per le grafiche dei miei lavori musicali è stato molto naturale.

C’é qualcosa che lega insieme i tre album che hai finora realizzato?
Si, prima il mio pseudonimo per la musica era Lince. I dischi, se noti, hanno tutti l’inizio come estensione di quel nome. I titoli di questo trittico li avevo in mente già da qualche anno e anche il nome dato al disco conclusivo di questo capitolo, era stato scelto diverso tempo prima. Ancora prima della nascita dei singoli brani.

Questo disco accompagnerà il tour di Willie Peyote come opening act se non ho capito male. Come ti sei organizzato per i live?
Mi muoverò con il solo Dj e farò qualche pezzo estratto dal disco alternato a qualche strofa inedita e con riferimenti attuali. Spero che le persone non vedano l’ora di tornare ad ascoltare e ballare la musica dal vivo, così come non vedo l’ora io. Credo che la voglia di fare festa non lasci alcuno spazio alle riflessioni sui due anni appena trascorsi, nonostante in molti avranno meno soldi per scatenarsi al bancone del bar.

 

 

 

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