Sgribaz si chiede “Cosa Saremo” e ci racconta il suo mixtape

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Sgribaz
è giovane, classe 2000. Viene considerato una promessa della scena Sarda. Sgribaz alterna momenti poetici con sfumature grezze, usando metafore ed estratti di vita vissuta. Questa intervista me lo ha fatto conoscere meglio e devo dire che è stato sorprendente scoprire quanta consapevolezza e umiltà ha questo ragazzo. Poche pretese, voglia di lasciare un segno, necessità di conoscere se stesso. Pensa molto Sgribaz e, dopo i video di “Forse e Come” e “Beauty Case”, pubblica Cosa Saremo: un mixtape come lo scorso anno, ma questa volta con più tematiche sul futuro, sulla vita e su le classiche domande esistenziali dei giovani. E come lui stesso mi ha detto durante la nostra chiacchierata: “In questo progetto ci si può rivedere chiunque, proprio per la domanda che dà il nome al progetto: “Cosa Saremo?”. Io me lo chiedo spesso.”

Che differenza c’è fra il mixtape uscito lo scorso Marzo 00 Adolescenza Mixtape e quello uscito in questi giorni, Cosa Saremo?
00 Adolescenza (Mixtape) ha gettato le basi del racconto della mia persona e della mia vita. Cosa saremo rappresenta invece il periodo dopo l’adolescenza, il momento in cui entriamo in quel loop di pensieri e di domande sul nostro futuro, un periodo di piena transizione.

Come mai escono solo Mixtape?
Ho deciso di tenere il mio primo album per un momento diverso, vorrei che fosse molto speciale perché vorrei scriverlo e pubblicarlo quando sarò più maturo artisticamente e avrò più gavetta possibile alle spalle. Sento che per un album ci sia bisogno di un concept forte e una forte coerenza tra un brano ed un altro. In questo momento mi sento di sperimentare tanto e perciò ho voluto fare un altro mixtape.

Sia 00 Adolescenza Mixtape che Cosa Saremo sono stati prodotti da tuo fratello, Enomoney…
Lavorare con mio fratello è divertente ma a volte anche molto impegnativo. C’è ovviamente il classico rapporto tra fratelli in cui si litiga tanto ma ci riunisce subito, sarà difficile separarci. Abbiamo iniziato insieme durante una vacanza coi nostri genitori in un camping estivo, eravamo annoiati e per gioco Enomoney ha aperto FL Studios così ho preso la palla al balzo e abbiamo iniziato a fare i primi brani.

Nel 2020 hai vinto un contest importante,prodotto da DJ Khaled x Snipes. Poi hai fatto un bel salto se parliamo di visibilità. Ti saresti aspettato il contratto con una major?
Credo sia sbagliato aspettarsi qualcosa, ho voglia di dimostrare a tutti che sono capace di raccontare ma soprattutto di raccontare me stesso. Voglio attirare le persone con la mia storia, con la mia versatilità e la mia fame di rivalsa. La mia storia vuole essere di tutti e vorrei raccontarla il più possibile.

Prima di chiederti nuovamente di Cosa Saremo, posso sapere da dove arriva il tuo nome Sgribaz?
Da piccolo mi piaceva stare sui social e cambiavo nome su Instagram molto frequentemente. Un giorno ad un allenamento di basket un mio compagno mentre ci riscaldavamo mi ha chiamato Sgribaz, mi è piaciuto e ho deciso di chiamarmi così da prima che iniziassi a rappare.

Se dovessi definirti e incastrarti forzosamente in una label, in che genere musicali ti identificheresti?
Io faccio rap in tanti modi diversi. Mi piace pensare di poter esprimere i miei sentimenti e le mie emozioni in diversi modi, che sia drill, hip-hop, pop o r&b. Vorrei essere sempre versatile perché ci sono delle sensazioni che riesco a esprimere meglio con un genere rispetto ad un altro, è una roba che vorrei portare avanti e vorrei fosse notata. Ci sono artisti internazionali che lo fanno da sempre e riescono sempre a rimanere se stessi senza snaturarsi, per esempio Drake e The Kid LAROI sono i primi che mi vengono in mente.

Nella prima traccia del brano affermi di non essere di passaggio, di aver appena iniziato contro ogni ostacolo. A quali ostacoli ti riferisci?
Mio fratello ed io non abbiamo fatto la malavita; abbiamo avuto e abbiamo tuttora la vita di ragazzi che si sono sudati tutto. Nostro padre aveva sette fratelli e ci ha saputo insegnare i valori della vita, dei soldi e quanto è importante amare le persone quando ti sono vicine e non quando non ci sono più. Gli ostacoli di cui parlo sono gli stessi di ogni ragazzo proveniente da una famiglia umile: mancanza di soldi, complicazioni amorose, indecisioni sul proprio futuro. Quando ho lasciato gli studi e ho iniziato a lavorare ho capito quanto il lavoro, mentre mi sprona a cambiare la mia vita, dall’altra mi consuma fisicamente. Le mie storie nonostante siano molto personali appartengono a tutti.

In “Rimanere non è andarsene” si tocca un tema ormai attuale per molti giovani. Tu hai pensato di andare via dalla Sardegna?
In realtà il brano vuol far notare che molto spesso dopo ripetuti errori fatti nei confronti di una persona la soluzione migliore non è rimanere e cercare di aggiustare le cose ma è decisamente meglio sparire e andarsene. Per quanto riguarda lasciare la Sardegna, ci ho pensato spesso ma credo non sia ancora il momento adatto, ho bisogno di allargare ancora il mio bacino di utenza qua, e solo allora partirò.

Cosa troviamo quindi in Cosa Saremo se parliamo di contenuti?
In questo progetto i contenuti sono tanti, c’è sicuramente tanta voglia di rivalsa, un’insoddisfazione cronica, tante storie con ragazze diverse, tanti stati d’animo più o meno felici. In questo progetto ci si può rivedere chiunque penso, proprio per la domanda che dà il nome al progetto: “Cosa Saremo?”. Io me lo chiedo spesso.

 

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