Suarez ci racconta il suo nuovo progetto, “The Punisher”, terzo capitolo della saga Antieroe

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foto di Fred Long

The Punisher è il terzo capitolo della saga Antieroe dell’MC e produttore Suarez, disponibile da questa mattina in digitale, cd e vinile per Time2Rap. La saga Antieroe inaugurata nel 2011 con Nessun potere, troppe responsabilità, è proseguita nel 2015 con 1,21 Gigawatt per arrivare oggi a questo nuovo progetto, il cui titolo è abbastanza profetico: rimanda naturalmente ai contenuti del disco, allo stato d’animo dell’artista che cova rabbia nei confronti del sistema e dello star system così come è concepito oggi, e naturalmente è una sorta di dissenso verso alcuni colleghi che non rendono giustizia alla vera cultura. Il compito quindi di questo punisher è appunto quella di difenderne e preservarne i veri valori. Ecco cosa ci dice l’artista a riguardo: “L’ambiente che circonda il mondo dell’hip hop è ormai in una fase di continua mutazione da tanti anni, e queste mutazioni unite all’attenzione maggiore dei media e al cambio generazionale ha generato sempre più confusione. L’hip hop è una cultura a prescindere, con le sue radici e le sue discipline, e ci sarà sempre. Il rap è solo una delle discipline e sempre più spesso ha davvero poco a che fare con la cultura, che sia fatto a livello mainstream o underground. Siamo in tantissimi a fare rap, ma sono rimasti pochissimi a essere dei b-boy. Se poi aggiungiamo l’abuso che i media continuano a fare della definizione affibbiandola ad artisti che fanno tutt’altro, che magari lo facevano in passato, ecco creato il mischione. Quando tutto questo era di nicchia era anche più chiaro, specifico, meno confusionario. Ora se parliamo di rap, quello underground ha sempre meno rappresentanti. La speranza che riesca a resistere c’è, ma chi si approccia a questo tipo di disciplina è importante che lo faccia con meno superficialità possibile, andando a ritroso, capendo da dove nasce, chi c’era prima, e avere un vero obiettivo per cui farlo.”
Diciotto tracce contornate da ben 14 featuring, alcuni dei quali veri e propri eroi della scena rap capitolina. Come il Danno in “Mjolnir”, Il Turco in “Naksukao” o Supremo 73 nell’esplosiva “Time Bomb”. Ma anche volti nuovi rappresentanti della scena come Spike e William Pascal: “tutte le collaborazioni che trovi nei miei album derivano da rapporti che vanno aldilà del rap, posso tranquillamente dire che nel 90% si tratta di amici, riguardo questo disco diciamo anche il 100%. Decido la strada da percorrere, ho ben chiaro dove devo arrivare e chi incontro nella mia strada se ha piacere mi accompagna nel viaggio, questo per dirti però che non troverai mai dei featuring tattici nei miei album. Ma solo gente con la quale il più delle volte o mi ci becco per una birra o mi ci incastro a parlare di nerdate e tanto altro. In una ventina di anni che faccio questo, ho avuto il piacere di collaborare con un mucchio di artisti che stimo, non solo nei miei ma anche nei loro album. Ora non tutti sono stati strettamente legati al rap underground, ma tutti ne hanno almeno fatto parte in passato.”
Molte citazioni tipiche del suo stile, come i personaggi dell’universo Marvel, vedi la title track “The Punisher”, “Iron man” (allegoria dove l’armatura che protegge l’artista non è altro che la sua musica), “Marvel Zombies” con Royal Damn e Pacman XII, fino ad arrivare a manga/anime giapponesi come in “Joe Yabuki” (storytelling basato sul protagonista della saga “Ashita no Joe”). Violento, ironico, dissacrante, a tratti blasfemo, Suarez è anche autore di tutte le produzioni, registrazioni, mix e master. “In generale diciamo che sono troppo abituato a voler avere il controllo totale di un mio prodotto. Quando ho iniziato, fu un misto di necessità/curiosità, mi é sempre piaciuto <saper fare anche io>. Ciò che mi affascinava vedere/sentire/toccare, non era tanto un <vedo una cosa, la voglio anche io> ma <voglio saperla rifare come voglio e ogni volta che voglio> e non nascondo che una volta finito un lavoro la soddisfazione è doppia, tripla. Ma ovviamente anche la fatica, il tempo dedicato e tutto ciò che ne comporta.”
Tutto l’artwork dei supporti è stato realizzato dallo stesso Suarez, e la versione cd digipack ha incluso un fumetto inedito a colori di otto pagine, scritto e disegnato proprio da lui. Il protagonista è lo stesso MC in versione superantieroe, e proviene da un futuro parallelo con la missione di salvare il vero rap underground. La versione LP, invece, prevede 200 copie in vinile nero e 200 in vinile bianco con poster. Suarez: L’idea di fare del booklet un fumetto per proseguire diciamo anche il trip del secondo capitolo l’ho avuta sin da subito, all’atto pratico poi invece la storia e i disegni li ho buttati giù a disco finito. La cosa più difficile è stata dargli un titolo, alla fine ho adottato una soluzione semplice, con i titoli non penso di essere bravissimo, e ammetto che il risultatofinale é stata una semplificazione del titolo che originariamente gli aveva dato il Danno dopo averglielo fatto leggere.”

L’intervista completa la troverete nel prossimo numero di Moodmagazine, disponibile dal 15 marzo.

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