Dope Boys Alphabet, la storia segreta di Noyz Narcos.

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Da amante dei film autobiografici non potevo non scrivere qualcosa riguardo il film autobiografico di Noyz e il Truce Klan, la storia che narra di come lui e il suo clan siano riusciti a rompere per sempre le regole del rap-game. La trama si sviluppa attraverso un docufilm composto da pezzi di interviste e racchiude tutta la cultura hardcore che la scena Romana ha sempre portato in alto anche a livello nazionale.
C’è una clip in particolare che rappresenta molto bene l’impatto che Noyz Narcos e i Truce Klan hanno avuto sulla scena Hip Hop Italiana che ha segnato profondamente la storia.
Siamo nell’anno 2006 e il crew (come si dice a Roma) è già formato da qualche anno, la città è già stata conquistata sommergendo il pubblico con live super punk dall’animo hardcore. Il modo migliore per fare rumore e farsi notare era a suon di rime partecipando al 2TheBeat, il più importante e prestigioso contest di freestyle del contesto nazionale che si teneva al Link (uno storico locale bolognese), e così alcuni componenti della crew partirono alla volta della città delle due torri. In questi contest sappiamo che nessuno si scandalizza per le rime e l’artiglieria pesante, e per mettere ko l’avversario (raccontano i volti più conosciuti, tra i quali anche Guè Pequeno che era presente al contest) usarono anche un caso di cronaca nera che all’epoca suscitò molto potere mediatico, con protagonista Tommaso Onofri, un bambino di un anno e mezzo rapito e ucciso qualche ora dopo la richiesta del riscatto.
Io vado a naso / gli faccio fare la fine del piccolo Tommaso” se ne esce Gel (uno dei membri dei TruceKlan), il quale è disposto veramente a tutto pur di prendersi il primo posto e intanto Noyz è già emerso dal sottobosco dell’undergound grazie al suo primo album da solista dal titolo Non dormire. Con le loro liriche splatter e i loro visual ispirati a fumetti e tatuaggi la crew regna sovrana nel contesto musicale nazionale.
Guardare Dope Boys Alphabet è come scoprire per la prima volta la storia di Noyz, affascinati da come lo stesso protagonista sia un personaggio avvolto nel mistero e già dai primi minuti del documentario si può percepire che il protagonista è coinvolto in prima persona a livello emotivo nel svelare la sua storia.
Infatti nessuno ha mai avuto informazioni certe riguardo la biografia del protagonista che  per la prima volta sembra mostrare la sua identità senza veli. L’attitudine dell’artista è rimasta conficcata nel cuore e impressa nell‘animo di molti. Proprio per questo motivo probabilmente il TruceKlan senza Narcos non avrebbe sconvolto le regole del gioco.
Silenzioso e riservato, lontano dalle regole sociali, il rapper romano ha sempre espresso la sua personalità attraverso la musica e ha deciso di raccontarsi attraverso questo gioiello autobiografico.

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