Shark Emcee e Lucariello ed il loro laboratorio di rap per ragazzi

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Foto Chiara Bollo

Shark Emcee, impegnato a promuovere il nuovo singolo “Accussì mò” (il primo che ufficializza il tanto atteso album ufficiale) e Lucariello, anche lui alle prese con la promozione del nuovo Ep in collaborazione a Raiz, Napoli C.Le/Düsseldorf, ci parlano oggi di un’iniziativa estremamente interessante che coinvolge le scuole superiori. Attraverso il Consorzio Sale della Terra all’interno del progetto “Io faccio centro”, hanno infatti organizzato un corso di rap e di beatmaking per ragazzi. Durante la breve chiacchierata è venuto fuori che, in realtà, questa non era la prima volta che i due artisti collaboravano a qualcosa del genere. Per saperne di più, leggete l’intervista.

So che state portando avanti un corso di rap per ragazzi…
Esatto. Stiamo svolgendo un progetto ideato insieme al Consorzio Sale della Terra all’interno del progetto “Io faccio centro”. E’ un laboratorio di rap e beatmaking rivolto ai ragazzi degli istituti superiori. Il corso si svolge a Benevento ed è composto da due lezioni settimanali mirate a far prendere dimestichezza ai ragazzi con le tecniche di scrittura di testi rap, al fine di offrirgli uno strumento con cui incanalare e comunicare le proprie emozioni.

Come vi è venuta l’idea di collaborare insieme a questo progetto?
Ci siamo conosciuti nel 2010 attraverso un progetto simile. In quell’occasione per due anni abbiamo portato avanti un corso di rap per minorenni detenuti all’istituto di Airola. Un’esperienza che ha segnato le nostre vite e cementificato un rapporto di amicizia e stima reciproca. Quando si è presentata l’occasione di poter ricollaborare è stato tutto abbastanza naturale.

 

Foto Chiara Bollo

I ragazzi hanno un giovamento da corsi del genere?
Assolutamente si! L’entusiasmo dei ragazzi durante i laboratori è sempre al massimo. Migliorano lezione dopo lezione e prendono sempre più dimestichezza con lo scrivere testi, riuscendo anche a sperimentare stili personali e creare una sana competizione tra di loro fondamentale per stimolare la creatività. Inoltre stanno iniziando ad andare un po’ più a fondo nel genere, capendo che il fine dello scrivere un testo non è tanto quello di svoltarci, ma quello di comunicare qualcosa e poter sfogare su di un foglio i propri problemi.

Farete anche una sorta di raccolta o una posse track di pezzi scritti da questi ragazzi?
Certo, l’intento è quello di raccogliere i brani prodotti dai ragazzi in un Ep, con l’intenzione successivamente di presentarlo in giro live, in modo da fargli prendere dimestichezza anche con il palco.

foto Chiara Bollo

Shark Emcee, so che sei da poco uscito con un singolo “Accussì Mo’” che farà parte del tuo disco ufficiale. So che sei sempre molto impegnato in progetti sociali e culturali, anche grazie a Hip Hopera Foundation. Come mai hai scelto proprio questo pezzo per lanciare il tuo disco e non uno più legato a temi sociali?
I motivi principali sono due: Il primo è che dopo un periodo di pausa artistica avevo intenzione di ritornare sulla scena con un brano fuori dagli schemi per il mio stile; il secondo che già attraverso la mia quotidianità sono coinvolto in ambito sociale, in campo artistico sento il bisogno di toccare vari argomenti. C’è da dire inoltre che “Accussì mò” parla di una relazione vissuta attraverso i social network, un po’ di critica sociale, anche se meno esplicita, è comunque presente.

Lucariello, tu invece sei super impegnato a promuovere il nuovo Ep insieme a Raiz: Napoli C.Le/Düsseldorf. Come mai questo titolo? E cosa troviamo nell’Ep?
Il titolo è completamente legato al concept che abbiamo tirato fuori e che gira tutto intorno all’immigrazione e all’emigrazione. Molti napoletani e italiani in generale sono stati costretti per questioni economiche ad andare a vivere in altri posti. Pensa a tutti i napoletani che sono andati a vivere in Germania in città come Düsseldorf ad esempio. Il pezzo parla di uno che prende il treno per andare verso la Germania al mattino presto e, oltre a sentire una forte nostalgia nei confronti di Napoli, prova una sorta di incapacità di tornare e di stare vicino ai propri cari. La mancanza degli affetti. Il pezzo è costruito su questo. L’album in generale è un disco che viaggia nei mondi oscuri della personalità, delle persone. I protagonisti delle storie sono spesso latitanti, fratelli che erano killer e che hanno deciso poi di aprire un negozio di barbiere e per un torto subito da loro sorella si ritrovano a prendere le armi. Questo scavare nel buio, alla fine, anche nelle personalità più oscure fa emergere qualcosa di positivo. Il nostro focus è proprio quello che bisogna andare a prendere l’umanità che esiste anche nelle persone che vengono giudicate più spregevoli.

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