Noi, Loro, Gli Altri di Marracash: ed è subito Propaganda

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Da qualche settimana è uscito il nuovo disco di Marracash, uno dei più noti rapper Italiani e, probabilmente, uno fra i migliori del circuito mainstream. Perfino qui da me, in Uk, il suo disco “Persona”, uscito nel 2019, aveva colpito il pubblico e le radio diventando poi uno dei “top-selling records” del 2020 con ben cinque dischi di Platino certificati dalla FIMI.

A due anni di distanza, arriva, sempre per Universal Music: “Noi, Loro, Gli Altri”.

In treno, dopo quasi 38 ore di shift in redazione per chiudere un numero, magari non l’ho ascoltato bene, quindi decido di dormirci sopra, far passare qualche giorno e riflettere con calma. Le tracce scorrono veloci, una dopo l’altra. A differenza di “Persona”, dove l’Io esistenzialistico era al centro, nel nuovo disco, come suggerito dal titolo, la dimensionalità della critica si sposta sul rapporto fra la società e l’individuo, trattando temi come la verità e la finzione. Senza nulla togliere all’artista e senza venir meno al riconoscimento nei suoi confronti se si parla di background, scrittura e stile, va detto che il disco è supportato da un eccellente strategia promozionale.
La triologia di copertine, di cui “Noi” come main cover disponibile in tutti i formati e le cover di “Loro” e “Gli altri” nella sola versione Vinile in edizione limitata, è un’idea geniale ad esempio. Così come tanti altri elementi della delivery e, in generale, della cura del suono (dai tappeti sonori alla post-produzione).

“Noi, Loro, Gli Altri” è, in sintesi, un disco lanciato da una major e suona suona come un disco major. Molti prodotti, con queste premesse, potrebbero ottenere risultati simili o uguali.

Detto questo, mettendo da parte l’eccessiva strumentalizzazione fatta, posso con tutta onestà dire che il disco, fra alti e bassi, non mi dispiace. C’è del potenziale radiofonico (mi riserverò di dare un’ulteriore opinione dopo che a Febbraio lo avrò sentito live) e ottimi temi su cui discutere e ragionare. Certo, non è “Persona”, ma fra le uscite dell’anno si difende bene.

Bastava essere onesti e parlare con semplicità di un disco che merita un bel voto, considerando anche cosa offre il mercato, ma non è un “masterpiece”. Oggi però il trend giornalistico (nonostante sia totalmente contrario all’etica dell’albo) è fare propaganda e, a prescindere, inculcare alla gente che qualcosa è spettacolare anche quando così spettacolare non è. I Giornalisti si sono trasformati in Marketing Executive.

Il nuovo rap game non è più sui palchi o alle jam. Si è spostato nel mondo dell’informazione. Perchè l’Hype è potereIt’s a shame!, perché l’informazione dovrebbe essere al primo posto, al di là degli interessi personali.

“Noi, Loro, Gli Altri”, che purtroppo ha avuto la sfortuna di finire in un articolo in cui critico il Giornalismo 2.0, è un bel disco, come tanti altri usciti in questo periodo che non hanno però avuto lo stesso supporto dei new media. #STRANO

 

XoXo

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