Intervista a Gina Montana,”la libertà di scelta è ciò che ci rende vivi”

tempo di lettura: 9 minuti

Qualche giorno fa su Instagram mi sono presa della cogliona perché ho intervistato 22:22 dopo X-Factor. Si è cominciato a parlare di chi dovrei o non dovrei intervistare e degli standard affinché un magazine possa o no essere considerato serio. Sembra che, secondo la maggior parte delle persone, meriti uno spazio l’artista perfetto, quello skillato. Altri vorrebbero solo roba vecchia. Altri ancora solo i propri amici o chi fa comodo a loro. Io non mi pento mai delle interviste che faccio. Se le faccio ho delle motivazioni. Sinceramente, oggi sono molto contenta di aver parlato con Gina Montana, ballerina italo guineiana, da poco alle prese col mondo delle rime. E’ innegabile che lo stile di Gina abbia bisogno di essere migliorato e vada incrementato lo studio musicale ma è altrettanto innegabile che ha una bella voce, un’importante presenza scenica (è bellissima), un’attitudine interessante e molte più cose da dire rispetto a tanti altri col “super flow”. A me di lei piace la fotta, che molti possono forse scambiare per strafottenza. L’Hip Hop non è solo tecnica. Esiste una buona percentuale di soul che non andrebbe dimenticata. Leggete l’intervista, ascoltate i suoi pezzi e seguitela. Qui abbiamo parlato del suo ultimo singolo, Hot Mama, e di poche altre cose, ma sono certa che continuerà a farsi sentire e scoprire nel tempo.

Seguite Moodmagazine su Instagram! Thanks!

Cosa è per te la libertà?
La libertà è un sentimento, se non riesci a provarlo rimani schiavo. Purtroppo in questo momento storico si soffre di apatia verso la libertà.

L’Italia è libera secondo te?
È un secco no. Dicevo che in questo momento si soffre di apatia verso la libertà e in Italia sembra che tu debba guadagnartela. Non dovrebbe esser così ma lo è, parlando di Covid che dire, ci si è marciato talmente tanto sopra che ormai la pandemia è nella testa delle persone. La libertà di scelta è ciò che ci rende vivi,diversi e, come dicevo prima, non tutti riescono a provare questo sentimento, e allora invidiano chi riesce. E questo discorso lo possiamo accostare anche alla comunità LGBT+, con qualche pecca però … se tutte le persone che hanno qualcosa da dire per difendere la libertà individuale (che sia diritto di scelta sanitario, scelta sessuale, ecc) si unissero, oggi il l’Italia e probabilmente il mondo sarebbero un posto migliore.

Una curiosità su di te?
Semplice: probabilmente se non ci fosse stato il lockdown non avrei mai avuto la sfrontatezza di iniziare questo percorso musicale. Mi sono seduta su una sedia, ho iniziato a scrivere e da lì non mi sono più fermata.

Gina Montana è il tuo nome?
No, Gina Montana non è il mio vero nome ma la sorella di Tony Montana in Scarface.
Ho scelto questo nome perché mi sono sempre accostata al carattere di questo personaggio: bella, sfrontata, intelligente. Poi anche per l’aspetto fisico dal momento che lei nel film porta i capelli afro. Poi che dire, suona da paura.

Come mai hai chiamato il tuo Mixtape “Talento Maledetto”?
Emergere ora, nel 2021, nell’era social, nell’era dell’acquisto facile, diventa molto più complicato.
È la vecchia storia di “chi ha il pane non ha i denti, chi ha i denti non ha il pane”. Proviamo a cambiare denti con talento e pane con soldi. Questo è il motivo perché il mio talento è maledetto, perché ho solo quello, e purtroppo ora quello non basta più.

 

Sei da poco uscita col tuo video “Hot mama”.
Il pezzo semplicemente parla di me, e di tutte le donne che sono più propense alla libertà che alla sottomissione socio-culturale. Bisogna sdoganare il fatto che una donna possa dire ciò che vuole, con i termini che vuole senza essere giudicata. Quello era il mio intento. Il video clip è girato a Villa Ada, dove c’è questo tempio, il tempio di Flora. Flora era per esattezza la Dea della primavera, perché a primavera fiorivano tutte le piantagioni, quindi si può dedurre che fosse per i Romani come una madre natura che nutre i suoi figli. Appunto una donna. Ma la location è stato un caso, un bellissimo caso. Solo dopo, facendo ricerche sul tempio ho capito veramente l’essenza, difatti mentre giravo il videoclip c’era un’energia potentissima. Quel tempio è assolutamente Donna.

Hai ricevuto delle critiche?
Ovviamente, non si può migliorare nulla se non si ricevono e io ne sono grata. Tutte costruttive, poi quelle superficiali le ho lasciate morire.

Ti senti supportata dalle donne o, come spesso succede, riscontri invidia e gelosia?
Penso che gelosia e invidia siano nella natura umana a prescindere se si è uomo o donna o altro. Diciamolo però, dare sempre meno spazio alle donne (specialmente nell’ambito rap) è una cosa che contribuisce a questo astio che c’è tra le donne. La competizione non ha sesso però. E si, ci sono molte donne come molti uomini che mi supportano e io li ringrazio tantissimo.

Hai un passato da ballerina e ti sei approcciata da poco alla musica. Come ha inciso il Covid in queste discipline?
Per la danza ho iniziato da piccola facendo Hip Hop, jazz e contemporaneo. Fino a quando non ho conosciuto le discoteche pomeridiane, e sinceramente ho imparato di più li (dagli altri come me!) che pagando 80 euro al mese di scuola danza. Io vengo dalla strada quindi tra i due ho scelto la danza di strada (locali, serate, eventi) più che un palcoscenico tipo “La Scala”. Sono sempre stata soddisfatta e amo il ballo, d’altronde è il mio lavoro. In tempo Covid, non avere il ballo a disposizione per sfogarmi, per liberarmi dalle bad vibes, non avere neanche 10 minuti di tempo per me (essendo anche mamma) mi ha fatto stare molto male. L’approccio con la scrittura in realtà l’ho avuto anni fa, solo che non ero pronta. Ho assimilato tante cose in questi anni e scrivendole sono riuscita a tirarle fuori, e mi sono sentita dieci kg in meno sul petto. Quindi diciamo che non tutti i mali vengono per nuocere. Sicuramente non vedo l’ora anche di tornare a ballare, io vivo per la musica.

Progetti futuri?
Si, tanti! Da qualche RMX con nome Importante ad un nuovo album, presto, molto presto.

Previous Story

MisterCaos, Marco Cerioli e Davide Tolasi firmano “Concordia – Insieme per gli SDG 2021”: il murale mangia-smog più grande d’Europa Concordia – Insieme per gli SDG 2021: l’opera mangia-smog più grande d’Europa realizzata con vernici Keim

Next Story

Intervista: Rockwilderz Entertainment, Hip Hop in London “made in Italy”