Intervista a Flesha & Jap, “il nostro background, la nostra storia e i nostri dischi, parlano per noi e rispecchiano tutto il nostro percorso”

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Flesha e Jap, veterani della scena Hip Hop di Verona, si rimettono in gioco dopo anni, pubblicando il disco Longevity. Il sentore che qualcosa stesse succedendo era chiaro, soprattutto dopo i video di “Sashimi&Sangue di Giuda”, “De Zero a Cento”, “Easy come Easy Go” e “City sightseeing Verona”. Totalmente svincolati da etichette (e spiegano loro stessi il perchè), Longevity ha come obiettivo quello di seguire i capisaldi della cultura Hip Hop, proiettando il tutto in chiave moderna. Oggi vi presento un piccolo estratto della nostra chiacchierata. Non perdetevi il prossimo numero cartaceo se volete saperne di più, anche perchè questi due ragazzi hanno tanto da dire.

Come avete deciso di fare questo disco insieme?
Il progetto è nato molto spontaneamente, non ci siamo messi a tavolino a decidere nulla, entrambi ci siamo resi conto di poter realizzare qualcosa assieme: avevamo un tot di canzoni inedite realizzate come duo alle quali stavamo lavorando, queste tracce non avevano ancora una connotazione a livello discografico, abbiamo iniziato a dare una direzione a questi pezzi, aggiungendone altri, da lì a poco, in maniera naturale, ci siamo resi conto di avere in mano abbastanza materiale per realizzare un album corposo, così è nato Longevity, un disco che sotto certi aspetti, si differenzia molto da ciò che esce attualmente nel panorama musicale Rap Italiano, un disco in cui abbiamo voluto essere noi stessi al 100%, rinnovando il nostro suono da un certo punto di vista, ma cercando di mantenere sempre il flavour originale che ha caratterizzato ogni nostro lavoro passato; senza farci pare su cosa fare o cosa non fare, cosa dire o cosa non dire, senza filtri e senza mistificazioni.

Cosa troviamo se parliamo di contenuti?
Longevity è un album in cui ci siamo esposti a 360°: all’interno ci sono innumerevoli tematiche e contenuti, dal nostro vissuto personale alla descrizione nitida e critica del panorama musicale italiano del 2021, ci sono episodi di Storytelling che si vanno ad affiancare a momenti di autocelebrazione e di ego-trippin’ come in ogni disco Rap che si rispetti; abbiamo raccontato Verona dal nostro punto di vista, abbiamo affrontato anche tematiche sociali importanti e spinose, siamo soddisfatti di come siamo riusciti ad esporci e del risultato finale.

Avete scelto l’indipendenza da etichette o non avete trovato qualcuno a cui affiancarvi? Mi affaccio anche al singolo “No Label” ….
Abbiamo fatto svariate esperienze con una moltitudine di realtà soprattutto indipendenti (Vibrarecords e LaSuite su tutte) ci siamo spesso autoprodotti noi durante gli anni, a volte ci siamo interfacciati con varie persone dell’ambiente musicale: A&R, Manager, discografici o presunti tali, ma non siamo mai riusciti a trovare persone in grado di capire al 100% il nostro potenziale artistico. Secondo noi non c’è la consapevolezza, non c’è una knowledge per quanto concerne il mercato del rap in Italia: i grandi network e certe etichette vogliono per forza scendere ad un compromesso con gli artisti, snaturando la loro essenza. Spesso si creano stupide categorie, come questo continuo differenziare il Rap o la Trap, le grandi label puntano tutto su personaggi discutibili, in quanto vige questa legge dei numeri, in cui per forza di cose i prodotti di qualità ne risentono, a discapito di un prodotto commerciale privo di consistenza ma che segue le leggi di mercato e rientra negli investimenti delle Label con Stream fittizi e views comprate. Noi non siamo parte integrante di questo sistema, non ne vogliamo fare parte, preferiamo stare nel nostro e continuare a produrre musica libera da ogni vincolo e da ogni costrizione.

Come definireste il concetto di veterano?
Noi riteniamo di essere due veterani per gli anni di militanza all’interno del panorama Hip-Hop italiano, abbiamo visto degli Ups and Down continui: momenti positivi, momenti negativi, anni in cui si è suonato ovunque, dal Nord al Sud Italia, anni in cui questa cosa del Rap italiano è stata dichiarata morta dai giornali, dalla Tv, per poi esplodere nuovamente e tornare ai vertici delle classifiche. Abbiamo visto dei cicli continui in cui è successo di tutto: siamo dei veterani perché dopo oltre 20 anni di esperienza, siamo ancora qui che vogliamo dire la nostra, siamo qui per rivendicare il nostro spazio, la nostra posizione, con orgoglio e con fierezza. Il termine veterano ha una accezione più militare che musicale, ci si può definire dei veterani quando, nonostante tutto, si è ancora in piedi a combattere per i propri obiettivi senza mollare di un centimetro: il nostro background, la nostra storia e i nostri dischi, parlano per noi e rispecchiano tutto il nostro percorso, dimostrando che siamo del mestiere da un bel pezzo, Longevity si ispira molto a questo concetto.

Cosa distingue il vero Hip Hop dal finto Hip Hop?
L’essere True To The Game, avere consapevolezza di quello che si sta facendo, restando fedeli alla linea senza scendere a compromessi, queste caratteristiche rispecchiano la nostra visione del vero Hip-Hop, tutto quello che è finto, che suona di plastica e viene prodotto solo per la mera visibilità, per esigenze di mercato e per racimolare 4 soldi in croce, per noi è finto, non ci appartiene, non ci rappresenta. La differenza la fa sempre il cuore come diciamo nel brano “Flashover”: tutto ciò che è reale e istintivo ha un valore, tutto ciò che è solo apparenza, per forza di cose, è finto, non è reale e non è concreto.

 

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