Il Tecniche Perfette finalmente è ripartito, ne parliamo con Mastafive

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Finalmente ricomincia anche il Tecniche Perfette, dopo la pausa forzata dell’anno scorso. Un appuntamento che tutti gli amanti del freestyle aspettano. Ci sono state già le prime due selezioni, entrambe a Torino, una dedicata esclusivamente agli under 23, l’altra aperta a tutti. Ma da quello che possiamo subito notare è che sarà una edizione soft, con pochissime tappe. Possiamo sicuramente immaginarne le cause, ma volevamo avere una conferma ufficiale..
In realtà in questa edizione avevamo cominciato già con 4 date quindi le ultime due sono state la quinta e la sesta. Ne seguiranno altre 2 ufficiali. Avremo quindi 8 finalisti titolari. Alla fine potrà succedere che ci siano prove speciali…. Il regolamento per le semifinali rimane lo stesso, tolto per la data torinese che prevedeva la collaborazione con un altro storico contest che esiste dal nostro stesso anno di inizio (2003) il Pagella Rock, dedicato solo agli studenti delle superiori quindi under 23.

Ti faccio subito una domanda provocatoria. Avete avuto negli anni diversi cloni, ma nessuno è riuscito ad arrivare nell’immaginario popolare come il Tecniche Perfette. Secondo te a cosa è dovuto?
Semplicemente perché da subito, involontariamente e poi per scelta, non abbiamo mai cercato di fare un evento di freestyle, ma Hip Hop, non abbiamo mai cercato da subito il fenomeno del freestyle ma l’MC. All’inizio quando la disciplina del freestyle era una delle prerogative cardine di un MC completo annunciavamo tranquillamente “cerchiamo il miglior freestyler d’Italia” poi abbiamo contribuito alla divulgazione e alla crescita di questa peculiarità fino a che non si è creato la figura del Freestyler che ad oggi si distanzia dal rapper, dall’mc e addirittura ci sono freestyler che non amano e apprezzano né la trap né l’hip hop come musica o movimento…
Qualcuno è caduto in quello che chiamo “fenomeno views” o visibilità, allora ha cercato di fare altre cose, che a livello di spettacolo, tecnica e possibilità, sotto molteplici punti di vista sono state più attraenti e qualitativamente più spettacolari…

Mentre il Tecniche da quello che mi sembra di capire ha sempre ispirato un’altra cosa…
Si, per noi il freestyle non è il culmine, non è il cardine, il campione non è il nostro obiettivo, da ormai quasi dieci anni specifichiamo espressamente che cerchiamo l’MC.
Il maestro di cerimonia che controlli le masse col microfono (gli haters estrapoleranno questa frase per darmi del massone, ride n.d.r.).
Ma quali masse? Il pubblico?
No e non solo, soprattutto quelli che in una battle, in una jam si sentono parte corale di qualcosa. La pandemia ci ha aiutato per capire ancora di più che non esiste la battle, la sfida, la gioia dello sfidarsi senza la parte fondamentale del pubblico e che non esiste un élite se vuoi essere hip hop.
E questo non è sicuramente un attacco alle intenzioni di FEA (Freestyle Elite Agency) che sono più che giuste e davvero necessarie per un riconoscimento dei freestylers e del freestyle come disciplina a se stante, ma è quella cazzo di parola che è sbagliata: élite.
Questo è un movimento che vive di persone che necessitano di sentirsi rappresentate da qualcosa, negli anni tutti i pionieri e anche io (non non mi sento un pioniere dell’hip hop italiano) abbiamo sbagliato nel voler rappresentare a tutti i costi questa cosa, ma ho capito che non è esserne un rappresentante a farla funzionare ma è il sentirsi rappresentato. Dobbiamo fare ognuno il proprio perché questa cosa sia rappresentativa delle persone che la amano.
Tornando al Tecniche Perfette nello specifico, soprattutto nella finale ha sempre cercato per almeno una volta all’anno di mettere tutti sullo stesso piatto, major e undeground, affermati e sconosciuti, tutti davanti ad un microfono a fare quello che amano fare ed essere uniti se non dall’Hip Hop sicuramente dal rap.
Una volta all’anno deve contare solo il rap, il flow, le rime, i testi, saperlo fare.
I manager, le labels, i concerti, i dischi e soprattutto i soldi non c’entrano (o centrano pochissimo) ma in ogni caso arrivano dopo.
Una cosa che tutti abbiamo dentro, che condividiamo, che basta guardarci negli occhi e ti senti rappresentato.

Facciamo qualche tuffo nel passato: secondo te chi è stato il freestyler che per varie ragioni non ha espresso in seguito tutto il suo potenziale?
Moltissimi, fare un nome o anche una decina sarebbe davvero escludente per tantissimi altri, calcola che la media di iscritti per edizione è di 680 MC’s: anche ipotizzando che magari la metà di questi si è iscritta ma poi non si è presentata, significa che in italia potenzialmente ci sono 2 MC’s al giorno.
Su 680 ne vengono fuori 16, solo uno di loro farà sicuramente un album nuovo (magari anche gli altri, l’uscita di un singolo\album è comunque uno dei premi del Tecniche), tutti gli altri magari faranno i loro dischi, ma diciamo che in media solo 4 di questi 16 riusciranno a lavorare ad un prodotto nel breve termine, ed è ancora più difficile che questo prodotto sfondi nell’immediato.
Quindi statistiche alla mano il Tecniche Perfette è solo una possibilità su 680 di potercela fare ogni anno.
Se vuoi dei nomi e basta, posso dirti July B, J.Tesuan, Rayden (era ad un soffio nel trovare la sua dimensione) Noema su tutti forse, che non significa che non sono bravi in ciò che hanno fatto o fanno, ma serviva quella briciola di spinta, volontà e botta di culo in più.
Ma credo che se sono quello che sono vuol dire che un giorno la costanza li premierà.
Dimenticavo, io non ho ancora espresso tutto….

Un aneddoto particolarmente divertente delle precedenti edizioni?
Quelli divertenti sono tutti legati alle lunghe attese fra una sfida e l’altra: i freestylers bevono e poi si ritrovano ubriachi alle semifinali, potrei raccontartene a centinai di aneddoti. Quella volta che Dari battè Nerone nel giro della morte più lungo nella storia del Tecniche, più di 50 minuti… l’invasione di palco al cantiere a fine battle fu liberatoria e gioiosa per tutti.
Ogni presenza di Clementino è una esperienza mistica da raccontare per anni (ride, n.d.r.)

Nonostante una pandemia che ha attraversato gli ultimi due anni che sicuramente è risultata invalidante per il progetto, siete arrivati alla diciassettesima edizione. Cosa pensi che poteva essere fatto di più nel corso di questi quasi vent’anni?
Ma il Tecniche come ho detto già prima ha ampi margini di miglioramento sotto tanti aspetti, dal logistico al grafico, al musicale, al presentatore che ormai è un vecchio boomer (ride n.d.r.)… ma credo che ormai piaccia perchè è così. Ogni cosa in più che riusciremo a fare sarà solo una presentazione migliore, la ricetta è questa e se cambi gli ingredienti, non è più la stessa torta.

Appuntamento allora per il 3 settembre allo Skate Park di Seregno e per il 25 settembre al Controcorrente di Trani per le due prossime semifinali, ma soprattutto per la finalissima del 9 ottobre ai Magazzini Generali di Milano. Check it!

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