Conservare la freschezza dei primi giorni, senza scendere a compromessi: l’intervista agli Alien Army

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Ho avuto il piacere di fare qualche domanda ad Alien Army, la crew di DJ turntablist più rappresentativa di tutta Italia, fondata da Dj Skizo nel lontano 1996. A oltre vent’anni dalla nascita del gruppo, esce il nuovo disco, OGM, rilasciato da poco per This Play Music. Lo dicono durante l’intervista: sono dei maestri nel “conservare la freschezza dei primi giorni, senza scendere a compromessi”. E infatti questo disco è un lavoro estremamente spontaneo e in linea con lo stile alieno che il gruppo conserva da anni. Anticipato da alcuni singoli, OGM è il settimo disco firmato da Alien Army. Dj Skizo ,Dj Fakser e Dj 5L in collaborazione con Dj Zak Simo G e Gruff, danno vita a un album che unisce l’avanguardia alla tradizione. 

Voi siete un istituzione. Come è cambiato il vostro stile negli anni e come è rimasto legato al concept iniziale?
Il concept iniziale e l’imprinting iniziale di AA rimane sempre fedele e presente in ogni nostra avventura musicale. Abbiamo una sorta di religione nel conservare la freschezza dei primi giorni, senza scendere a compromessi.

Chiaramente ci sono stati dei cambi di formazione, ma come riuscite ad andare d’accordo dal punto di vista umano?
La risposta potrà sembrare banale, ma è solo la voglia, ogni volta, di portare a termine la missione e dare luce ai nostri lavori che smussa i problemi umani tra di noi; problemi che, inutile nasconderlo, ci sono, come in ogni gruppo.

Ci date un quadro di chi fa parte oggi di Alien Army?
Ci sono due formazioni: quella storica, di cui fanno parte Zak, Tay, Inesha, Metz, Gruff e Type, e quella attiva di cui fan parte Mandrayq, Simog, Fakser, 5L e due nuovi adepti, Bront e Ghost.

Se poteste scegliere, c’è qualcuno in Italia o all’estero che vi piacerebbe facesse parte del collettivo?
Le persone che abbiamo inserito nel disco sono quelle con cui ci piacerebbe lavorare in futuro, visto il sound e le capacità espresse, ma ci sono molti talenti anche qui in Italia.

Come vi organizzate di solito per tutto quello che concerne la messa a punto e pubblicazione di un disco?
La This Play Music di solito si occupa delle pubblicazioni, di tutta la parte burocratica e segue anche il gruppo legalmente. Noi da parte nostra facciamo tutto il pre-lavoro discografico e consegniamo sempre lavori in linea con il nostro stile. This Play ci ha sempre fornito una ottima assistenza in campo.

Covid a parte, al tempo dei live e delle serate, come si svolgevano le vostre prove? 
Ore di prove in casa o sala, molti appunti e video, sembra una macchina difficile da guidare, ma una volta sul palco la luce si accende quasi per magia e tutto fila liscio. 

Prima ho fatto un riferimento all’andare d’accordo parlando da un punto di vista personale. Come riuscite invece a omogeneizzare un prodotto frutto di stili diversi? Qual è il vostro segreto?
Ognuno dà i suoi contributi sonori, che poi vengono rimodellati e confezionati da Skizo, che ha, in qualche modo, creato lo stile Alieno. Non ci sono effettivi segreti, ma molta esperienza acquisita in campo e sui banchi mixer nel dare il suono giusto ogni volta.

Come è nata l’idea del vostro ultimo disco?
OGM nasce da una idea di Skizo, Fakser e 5L. L’allusione alla modifica genetica fa un po’ parte di tutto il mondo che abbiamo sempre esplorato, dall’ignoto agli extraterrestri, passando alle adduzioni e arrivando alle modifiche genetiche.

Con questo disco siete tornati al concept di Quattro del 2016 per quanto riguarda la scelta di avere pochissimi Mc’s. Posso chiedervi come mai?
Forse siamo più vicini a “Orgasmi Meccanici”, più che a “Quattro“. Il rap per noi in questo disco non era una priorità, volevamo inserire quelli che sono da sempre i nostri compagni di viaggio all’interno di un lavoro più sviluppato sullo stile e tecnica di Turntablism.

Posso chiedervi un piccolo riassunto su quello che è cambiato negli ultimi anni dal punto di vista tecnico e di equipment nel mondo del Djing?
Abbiamo visto generazioni di strumenti cambiare, dal tape recording alle drum machine, passando per i primi software e finendo alla tecnologia sfrenata del plugin. Noi usiamo ancora tutto e ogni brano ha una sua storia, puoi trovare una 808 o una MPC 60 anche in questo disco.

Cosa c’è di nuovo e di più vecchio in Ogm?
Facciamo fatica a parlare di vecchio e nuovo. Per noi lo stile, il suono e il messaggio sono in continua crescita, quello che tu puoi chiamare nuovo oggi in una altra parte del pianeta può risultare già obsoleto.

Qualche tempo fa avevate annunciato il disco con il singolo “Disco-Tech-Nique”. Come mai questa scelta?
Era una traccia che già portavamo dal vivo e che avevamo presentato anche all’ultimo HH Kemp. Ha un ottimo impatto sulla gente ed abbiamo pensato meritasse un singolo ed anche un video, poi realizzato da Ice One.

Covid permettendo, state pianificando qualche live? Anche online…
Stiamo cercando di capire come si organizzerà questa strana situazione dei live e dei pass; agiremo di conseguenza, cercando di portare suono fresco laddove possibile.

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