Al Castellana presenta il disco “The Right Place to Be”

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Al Castellana, artista Soul e produttore discografico, ha collaborato negli anni a produzioni importantissime per la storia della black music Italiana. Il suo contributo all’Hip Hop Italiano inoltre, attraverso le sue sfumature funk e soul, è incontestabile e inestimabile. Vivendo a Londra ormai da anni, mi sono sempre riempita d’orgoglio ogni volta che in qualche radio british ho sentito la splendida voce di Al Castellana. Avevo avuto l’occasione di parlare con lui oltre dieci anni fa su MyHipHop per l’uscita del disco Funk me to the Moon. Sembra passato pochissimo, e invece, questo favoloso artista di Trieste è stato più produttivo che mai ed estremamente quotato dal mercato estero. A Novembre 2020, in piena pandemia, propone al pubblico il singolo “Love is Here” a cui segue, a Gennaio, la pubblicazione del disco The Right Place to Be. Vi propongo oggi un piccolo estratto dell’intervista che gli ho fatto, e vi invito a seguire le prossime uscite cartaceo di Moodmagazine, dove troverete l’intervista integrale.

L’ultima volta che ti ho intervistato eravamo su MyHipHop e parlavamo di “Funk me to the Moon”. Sono passati quasi dieci anni e già allora i tuoi dischi erano in Inglese. Potresti fare un piccolo passo nel passato e raccontare come è avvenuto il tuo approccio sul mercato anglosassone?
Dopo l’uscita di Funk me to the moon sono stato contattato da un’etichetta giapponese e da una community Inglese specializzata in Soul Music e RNB. Senza grossi preamboli l’etichetta Giapponese mi propose di lavorare a un’uscita in Giappone dell’album successivo e, allo stesso tempo, la Community Inglese mi fece conoscere in UK pubblicando alcuni brani di Funk me to the moon sul loro sito. Da li sono stato inserito in una Chart di artisti emergenti e ho suonato in alcune Radio specializzate. Poche chiacchiere e grossa sostanza, la mia musica si era tranquillamente fatta voler bene al di fuori del Bel Paese. In seguito abbiamo contattato il più grosso ufficio stampa in ambito Soul/RNB in Uk (che ci ha accolto a braccia aperte!) e da allora sono passati 3 album e tante soddisfazioni. Le radio e gli ascoltatori hanno cominciato ad apprezzarmi e a conoscermi fino a farmi approdare al #1 della UK SOUL CHART con il penultimo album Souledoscopic Luv nel 2017.

Lo scorso anno hai pubblicato il singolo “Love is here”, che ha anticipato il tuo nuovo disco The Right Place to Be. Per I lettori italiani che non masticano bene l’Inglese, racconteresti cosa dici nel brano?
“Love is here” esprime lo stato d’animo del momento esatto in cui ti accorgi di essere sopraffatto dalle emozioni e non riesci più a nasconderle, il momento esatto in cui la ragione si arrende al sentimento e l’amore prende il sopravvento inesorabilmente. L’ho scritta perché mi è successo questo, improvvisamente, dopo un periodo non propriamente felice. Ora l’amore è qui.

Come mai è stato il singolo che hai scelto per anticipare il disco?
Non so perché in realtà. Non faccio mai un brano pensando di farlo diventare un singolo, ma forse mi sembrava giusto celebrare la felicità ritrovata e così pensava anche il mio management … quindi “Bingo”! Love is here è stato al #8 della UK Soul Chart.

Leggevo in un’altra tua intervista che in realtà The right place to be era già pronto molto tempo prima che uscisse. Cosa ti ha fatto dare l’Okey alla sua pubblicazione?
Vero, era pronto da un bel po’,ma nessuno avrebbe previsto tutto quello che stiamo vivendo da oltre un anno, quindi insieme al Management/Ufficio Stampa e congiuntamente con Aldebaran Records (che ha stampato il vinile dell’album), abbiamo deciso di farlo uscire in un periodo che ci trovasse pronti e felici di promuoverlo con il dovuto amore.

Se lo dovessi descrivere tu, come lo definiresti questo disco? Che sonorità ci sono? Quali contenuti?
Si tratta di un album di Classic Soul, Old School, elegante e con qualche episodio contemporaneo che esprime la mia idea odierna di Funk. (You are), un album positivo che chiude i conti con il mio passato tormentato e, grazie all’amore ritrovato, si proietta verso il futuro senza mai dimenticare le lezioni del passato.

Che significato dai tu al titolo? Lo hai scelto durante la pandemia o è stata una casualità?
Sembra il titolo giusto per questi tempi assurdi ma in realtà l’ho scelto molto prima. Il significato è chiaro e limpido, indifferentemente dove tu sia il posto migliore in cui stare è quello dove sei con chi ami, dove c’è musica, dove sei te stesso. La copertina un po’ lo spiega: un divano, una bella signorina che ti attende con un sorriso e del buon vino, uno strumento musicale (Bass Fender Jazz) per suonare quando sei preso dall’ispirazione, un giradischi per ascoltare i vecchi vinili, poche robe ma fondamentali.

Credi che riuscirai a fare anche un videoclip legato al disco?
Più che un classico videoclip ci vedrete e ascolterete le The Right Place To Be Sessions, che abbiamo registrato poco prima dell’uscita del disco. A me, di fare un video in questo periodo non andava, di suonare i brani dell’album dal vivo si..

La musica è Live … ricordatevelo.

 

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