Ci sono progetti che nascono per occupare uno spazio, e altri che quello spazio lo costruiscono nel tempo, con pazienza, coerenza e una direzione precisa.PUF – Pistoia Urban Festivalappartiene alla seconda categoria. Il 13 giugno, al Parco di Monteoliveto, prenderà forma una nuova edizione che non si limita a cambiare nome, ma definisce con maggiore chiarezza un’identità già in movimento da anni.
Dietro il festival c’è il lavoro dell’associazione Art in the Park e la visione di Gianluca Reni, in arte Pinzi, che dal 2020 porta avanti un progetto capace di crescere senza snaturarsi. Il passaggio a PUF segna una fase di maturità: il bisogno di distinguere il festival dal resto delle attività associative e, allo stesso tempo, renderlo riconoscibile come piattaforma autonoma. Non è un’operazione di superficie, ma un’evoluzione naturale, che riflette il percorso fatto fino a oggi.
La scelta di mantenere l’ingresso gratuito, in un contesto sempre più complesso dal punto di vista organizzativo, è un segnale forte. Significa continuare a credere in un’idea di accesso aperto, dove la cultura urban resta condivisa e non filtrata.

Onyx: una presenza che parla di radici e continuità
In questo quadro si inserisce la presenza degli ONYX, gruppo storico dell’hardcore hip hop statunitense, capace di attraversare epoche e trasformazioni senza perdere la propria identità. La loro partecipazione non rappresenta soltanto un elemento di richiamo, ma un punto di connessione tra dimensioni diverse della stessa cultura.
Portare Onyx a Pistoia significa mettere in dialogo una realtà locale con una storia globale, creando un momento in cui le radici dell’hip hop tornano a essere centrali, non come nostalgia, ma come continuità. È un passaggio importante, perché restituisce al live una dimensione culturale oltre che musicale.
Ad aprire il palco saranno Clickhead + Lvnar, due artisti che si collocano in un contesto contemporaneo, portando linguaggi e sensibilità diverse. La loro presenza contribuisce a costruire un equilibrio tra eredità e presente, senza forzature, ma attraverso una selezione che sembra seguire più una logica di coerenza che di semplice alternanza generazionale.




