Il male necessario di Zinghero

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Disponibile da venerdì 6 novembre per Time 2 Rap “Il male necessario”, il nuovo album del rapper romano Zinghero, nome d’arte di Mattia D’Aprile e già membro del collettivo TruceKlan. A due anni dal precedente lavoro,97, Zinghero torna con un progetto di 17 tracce, arricchito da numerosi ospiti e da una produzione corale che riunisce alcuni dei nomi più rappresentativi della scena rap italiana. Sonorità cupe, dure e senza compromessi attraversano l’intero album, muovendosi tra il gangsta rap più classico e un hardcore pesante e aggressivo. Il titolo è volutamente provocatorio e rappresenta una vera e propria dichiarazione d’intenti: riportare al centro della scena il gangsta rap romano e, più in generale, quella parte del rap italiano che affonda le proprie radici nella strada, nelle esperienze vissute e in una realtà raccontata senza edulcorazioni. Per questo nuovo lavoro Zinghero ha scelto di coinvolgere sia alcuni amici e compagni di percorso, legati a lui da una lunga storia umana e musicale, sia diversi esponenti della nuova generazione. Tra i veterani figurano Ice One, Inoki, Nto, Ketama 126, Ugo Borghetti e Danno, mentre tra le nuove leve troviamo Barrabravas, Chiky Realeza, Rafilù, Big Tino, Thai Smoke, L’Elfo, Bandog e Murzett. Un incontro tra generazioni ed esperienze differenti che permette all’album di costruire un ponte tra passato, presente e futuro, mantenendo però intatta la propria identità. La direzione artistica è stata affidata a Lou Chano, storico produttore della scena techno e rap, che aveva già curato la direzione artistica del primo album di Zinghero,Fiji de ’na lupa, pubblicato nel 2009. Alle produzioni, oltre allo stesso Lou Chano, figurano Mammoth, Ketama126, Millie Rich, Agatha, Piello, Funkyman, Landi, XXIII, DJ Craim e Lowpara. 

Scrivere può diventare un modo per rielaborare ciò che si è vissuto, ma anche per affrontarlo nuovamente. Durante la stesura di “Il Dramma“la musica ti ha aiutato a fare chiarezza su qualcosa che sentivi ancora irrisolto?
Per fortuna penso di non avere più nulla di irrisolto con me stesso. Per ciò che riguarda Mattia e parallelamente Zinghero, nella vita, grazie al lavoro che ho fatto su di me anche negli anni di detenzione, ho preso piena coscienza di tutto: i miei limiti, i miei pregi, i miei difetti, le mie paure e le mie ambizioni. Sono tutte cose che adesso ho ben chiare. È con gli altri che non ho risolto tutto! Quindi ad oggi, scrivere un pezzo come “Il dramma” è l’evoluzione naturale del mio percorso artistico.

Il tuo linguaggio rimane diretto e riconoscibile anche in un brano così introspettivo. Quanto è importante per te mantenere un’identità artistica quando scegli di esporti maggiormente sul piano emotivo? 
Il mio linguaggio rimane dirette perché quello è il linguaggio che parlo nella vita e non potevo che esprimermi così anche nel rap: d’altronde non penso di potermi esprimere in nessun altro modo. Nei miei storytelling ho sempre preferito essere chiaro e non lasciare nulla all’immaginazione.

Hai mai avuto il timore che raccontarti senza filtri potesse essere frainteso?
Non ho la paura, ho la certezza di essere frainteso! Penso che ognuno veda ciò che vuole vedere e capisca ciò che vuole capire. Con la musica esprimo i miei pensieri, le mie opinioni ed i miei punti di vista sul mondo e sulla società; non lo faccio per convincere gli altri o per essere benvoluto, spetta ai politici convincere le persone. Noi, essendo totalmenteunderground, siamo decisamente più liberi di esprimerci come vogliamo.

Nell’ultimo singolo parli molto del tuo privato: droga, problemi giudiziari e drammi personali più o meno noti lasciati alle spalle. Se ti guardi allo specchio, oggi che uomo sei?
Oggi sono sicuramente un uomo più realizzato di quando ero un ragazzo. Oggi sono padre. Sono marito. Faccio una vita che per anni mi è sembrata irraggiungibile. Ho imparato ad apprezzare le piccole cose della vita, ho imparato a capire che la cosa più preziosa è il tempo. Sono passati 20 anni dal primo discoFiji de na lupa e di acqua sotto i ponti ne è passata così tanta che qualche ponte se l’è pure portato via!

Come ti rapporti a tuo figlio in generale nel condividere con lui gli ascolti musicali e se in qualche modo gli hai spiegato il concetto di gangsta rap?
Mio figlio è ancora troppo piccolo, ha solo 10 anni e avrà tutto il tempo del mondo per vergognarsi o essere fiero del proprio padre. Per ora capisce solo che il papà ha tanti amici rapper che lui chiama zii (zio Inoki, zio Luciano, zio ‘Nto’, ecc…).

Differentemente dai primi tre videoclip estratti “Malavita pt2”, “Kili” e “Il Male Necessario”, hai utilizzato il bianco e nero per “Il Dramma”. Come mai questa scelta?
Per raccontare una dimensione più intima e personale, mettendo in luce un lato di me che nei precedenti videoclip era rimasto in secondo piano. Se nei lavori precedenti l’immaginario visivo era più aggressivo e viscerale, con “Il dramma” siamo voluti andare oltre la superficie. Il brano parla delle conseguenze delle proprie scelte. Sentivamo la necessità di costruire un linguaggio visivo capace di entrare in dialogo con il testo. Il bianco e nero ci ha permesso di eliminare il superfluo, concentrandoci sulle emozioni. Abbiamo lavorato su neri profondi, contrasti netti e una grana marcata, cercando un’immagine cruda, sporca e materica, quasi come fosse impressa su pellicola cinematografica. Non cercavamo una bellezza patinata, ma un’estetica imperfetta, capace di restituire il conflitto interiore del brano. Attraverso le inquadrature, i gesti e la scelta di uno sguardo spesso rivolto altrove, abbiamo cercato di costruire una sorta di poesia visiva, in cui le immagini evocassero emozioni senza spiegare tutto esplicitamente. Ci interessava lasciare allo spettatore la libertà di interpretare ciò che vede e di riconoscersi, in qualche modo, in quelle immagini. Il dramma racconta ciò che Mattia ha vissuto, quello che certe esperienze lasciano dentro. Il bianco e nero diventa così una metafora delle nostre contraddizioni: luce e oscurità, ciò che mostriamo e ciò che nascondiamo. Con questo videoclip, realizzato da Alessio Coltella, abbiamo voluto raccontare un’esperienza personale attraverso immagini crude e suggestive, trasformandola in una riflessione più universale, perché ognuno di noi porta dentro di sé qualcosa che raramente riesce a mostrare agli altri.

La varia presenza di produttori e ospiti presenti nel disco, fa sì che “Il Male Necessario” diventi in qualche modo il punto d’incontro tra la nuova e la vecchia scuola. Con chi hai empatizzato di più tra le varie collaborazioni?
Tutti quelli che partecipano al disco sono persone che stimo e alle quali voglio bene. Prima ci frequentiamo e poi andiamo in studio. Per quello che riguarda le connessioni, negli anni ne ho sponsorizzate e prodotte tante, anche rimanendo dietro le quinte. Adoro il fatto di potermischiare più generazioni in uno stesso album. Ho empatizzato e condiviso esperienze con ognuno dei rapper coinvolti nel mio nuovo disco, non sono uno che costruisce canzoni seduto a tavolino.

Foto di Alessio Coltella

Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo album?
L’evoluzione di “Fiji de na lupa”. Uno Zinghero con 20 anni di più sul groppone!

Cosa ti è rimasto umanamente e musicalmente dalla militanza nel collettivo TruceKlan?
L’uomo è un animale strano. Tende a ricordare solo le cose belle. Quindi ti dico che di quell’esperienza ho un ottimo ricordo. Ci siamo divertiti, forse anche troppo! Ma purtroppo quando vai dal dottore ti chiede come stai, non come stavi!

Nel 2026 esiste ancora una scena romana?
Si, c’è sempre stata una scena romana ed è sempre stata la più ostacolata e criticata. Abbiamo da sempre avuto in città dei rapper con i controcoglioni, ma lo showbusiness all’inizio dava luce solo al lato più commerciale della scena romana…quella un po’ più “simpatica”. Dal Truceklan in poi si sono infranti alcuni taboo, suscitando interesse per il rap più hardcore e nonostante le critiche siamo stati senza dubbio la maggiore fonte d’ispirazione per molti dei rapper che sono venuti a seguire.

È previsto un tour e come imposterai il set dal vivo?
Per ora abbiamo preso una data di presentazione a Roma e una a Torino. Avremo molti ospiti sul palco che canteranno i brani dell’album insieme a me oltre che i maggiori successi del loro repertorio. Stiamo per portare in giro il mio live e in alcuni casi andremo avanti con una festa tekno (un po’ Truce si rimane sempre!) insieme a Lou Chano dei Tekno Mobil Squad, una delle prime crew rave italiane.

Al di là del tuo percorso come MC, sei attivo con altre attività sempre legate alla musica come HeadShot, Blocco Stories e War Bars. Hai qualcosa di nuovo in programma?
Ah, su questo non posso dirti nulla altrimenti rovinerei la sorpresa!

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