FATTI DUE DOMANDE: KENTO

Dopo l’estate si torna a riflettere, scherzare e raccontarsi  attraverso delle domande che ogni ospite decide da solo. E’ la volta di Kento, rapper del ’76  originario di Reggio Calabria, attualmente a Roma.

La prima riflessione che sono costretto a fare è purtroppo relativa all’assassinio di Killah P…

A parte la rabbia e lo sdegno, mi ha dato molto fastidio il fatto che alcuni mezzi di informazione abbiano provato a sminuire questo omicidio politico di matrice fascista, catalogandolo come una banale lite tra tifosi di calcio. Dall’altro lato, Alba Dorata sta provando in tutti i modi più subdoli a cancellare la sua responsabilità: addirittura la persona che ha materialmente accoltellato al cuore Pavlos ha subito telefonato a casa – con una lucidità che evidenzia ancora di più l’elemento politico – chiedendo di nascondere la tessera di appartenenza al movimento neonazista. Un altro elemento secondo me vergognoso è che sembra che l’unico a subire conseguenze legali sarà appunto quest’ accoltellatore (ed era impossibile che fosse diversamente, visto che Killah P l’ha indicato chiaramente prima di morire), e non il resto della quindicina di infami che hanno partecipato all’assassinio del rapper. Altre voci di persone affidabili mi dicono che la polizia fosse già presente ma non sia intervenuta. Insomma, schifo su schifo.
Mi sembra molto lucida e interessante la lettura che ne ha fatto Cuba Cabbal in un’intervista appena uscita, in cui evidenzia il susseguirsi di aggressioni (quella a Pavlos è la più tragica ma purtroppo non l’unica) “ai rapper militanti che parlano il linguaggio della gente, e che riescono ad avere un certo seguito per la loro vicinanza al popolo”.  Chiaramente le reazioni non si sono fatte attendere in Grecia, e vi assicuro che non tarderanno nemmeno qui in Italia.

Come secondo punto, vorrei farmi una domanda decisamente più banale: “consigliaci qualche film o serie TV che hai visto ultimamente”.
Tra gli ultimi visti, mi è piaciuto moltissimo Searching for Sugar Man, sia perché mi piacciono molto i documentari, sia perché penso che sia una storia che chiunque fa musica non può che amare. Sempre sul fronte documentari, il prossimo che vedrò sarà probabilmente The [R]evolution Of Immortal Technique, visto che si parla di colui che, al momento, è il mio rapper preferito in assoluto. Su un piano totalmente diverso, qualche mese fa ho visto Diario di un Maestro, ottima serie tv del mai abbastanza compianto Vittorio De Seta. Se penso che quarant’anni fa su Rai Uno passavano De Seta, e poi guardo quello che passano adesso… c’è poco da stare allegri.
Sono un fan anche di parecchie serie tv contemporanee e più leggere: la mia preferita è Sons of Anarchy, scritta da uno dei creatori di The Shield, Kurt Sutter. Tra le serie concluse, quella che mi sento di consigliare – anche se ormai un po’ datata – è Oz, veramente dura da guardare ma altrettanto bella, ambientata in un carcere americano. Sempre legata al tema del delitto e del castigo,  vi consiglierei infine On Death Row, mini serie del maestro Herzog dedicata alle storie di alcuni condannati a morte, viste appunto attraverso l’occhio di uno dei migliori registi del nostro tempo.

 Kento