L’intervista a Maxi B

27 giugno • Interviste • 362 Views • 1 commento

“L’ottavo giorno della settimana” (Tempi Duri/Universal) è uscito a inizio anno, ma Maxi B ci ha ugualmente concesso un po’ del suo tempo per rispondere ad alcune domande e per parlarci di esso. Del resto l’album sta mantenendo le aspettative e si appresta a diventare un “sempreverde”, musica che congela il tempo e parole che colpiscono il cuore, un importante salto in avanti per il rapper cresciuto fra Varese e Lugano.

++ Partiamo come è logico dai fondamentali: a chi va il merito di aver scelto questo nome per il disco e soprattutto perché?
Il titolo è venuto in mente a me e a Fabri, ci sembrava perfetto perchè racchiudeva bene tutte le tematiche del disco. Un disco molto attuale e ricco di idee che fa riferimenti a fatti ed esperienze avvenute negli ultimi 2 anni. L’Ottavo Giorno Della Settimana è il giorno nuovo, è il giorno del cambiamento. Un po’ è stato preveggente se pensi ai cambiamenti (pur minimi) che sono avvenuti in Italia. Dall’ottavo nano ora siamo passati al movimento 5 stelle capitanato da Grillo, che da niente è diventata la terza forza del paese. L’Ottavo Giorno Della Settimana è più vicino rispetto a Gennaio, quando è uscito il disco, perché forse un piccolo cambiamento di mentalità è in atto. Speriamo solo che non sia la solita messa in scena all’italiana.

++ Come hai registrato questo album? Abituato al sapore artigianale dei tuoi lavori, non mi aspettavo suoni così curati ed una produzione tendente al “patinato”, figlia di un certo rap di oggi. Naturalmente nessuna accezione negativa al contesto, ma è innegabile un certo cambio di direzione…
A differenza di Invidia, il mio primo disco, questo disco l’ho registrato nel mio nuovo studio, il Real Jungle Studio, di giorno e non di notte. Può sembrare una fesseria ma ha fatto la differenza. Ha dato al disco un suono meno ruvido ma più potente. È più figlio del sole che della luna. Il disco è molto curato musicalmente, le basi sono tutte a cura di Michel e Dj CI, molte parti sono suonate da musicisti professionisti che danno molta dinamica alle strumentali. Rispetto a quello che sta uscendo ora è un disco che suona, malgrado la cura dei dettagli, 100% hip hop e non pop.
++ Forse sempre in correlazione a quello che dicevamo sopra, trovo che questo disco è “più immediato” dei tuoi scorsi lavori, rimane in testa subito e più a lungo…. hai cambiato qualcosa anche a livello di scrittura?
Sono cambiato molto in fase di scrittura, nettamente in meglio. Tecnica e contenuto ora vanno di pari passo e la costruzione delle canzoni ho imparato a farla in modo che alla fine dell’ascolto ti rimanga in testa qualcosa.
Il disco a tratti è anche divertente ma lo spessore delle rime resta al primo posto.
++ La voce dolcissima che si ascolta nell’introduzione alla title track è di tuo figlio Morgan: come gli racconterai un giorno della firma con “Tempi Duri Records”?
Si esatto è la voce di Morgan, senza ombra di dubbio il featuring migliore che ho mai avuto!
Gli racconteró che il passaggio in Tempi Duri me lo sono meritato, suonando su tutti i palchi più importanti e scrivendo dischi che non passano in 6 mesi.
http://www.youtube.com/watch?v=peb9OWcAOGg
++ “Credo” è una canzone molto dura e polemica: che rapporto hai con la fede e la spiritualità?
Credo è una fotografia a tinte forti del mio essere. A me gli artisti senza palle annoiano! Un artista deve esporre la propria visione del mondo, in questa canzone do la mia, senza doppi sensi, ma nuda e cruda. Le idee fanno la differenza, specialmente quando vengono condivise.
Premettendo che la fede non è legata alla chiesa ma a Dio, sono a modo mio molto spirituale. Ho spesso un confronto aperto con Dio, ma non credo nella chiesa e tantomeno nello stato che la rappresenta, il Vaticano.
Invece di stare tra la gente ed essere in prima linea la dove ce n’è bisogno, la chiesa si pone al di sopra di tutti e tutto.
“se cerchi Dio cerca in te e non in chiesa”.
++ “Il testamento” invece è uno dei picchi più originali dell’album, inclusa citazione deandreiana: cosa lasceresti a Nicole Minetti?
È sicuramente la canzone a cui tengo di più. La citazione va non solo a De Andrè ma anche a Vasco con Gli Angeli.
Alla Minetti cosa posso lasciare? Uno specchio, così per tutta la vita Può sputarsi in faccia.
http://www.youtube.com/watch?v=VNEsyYT8sbM
++ Tre dischi si e tre dischi no?
Dischi si: Watch The Throne – Jay Z e Kanye West / Cats & Dogs – Evidence / MOP – Sparta.
Dischi no: Darkside Vol 1 – Fat Joe / 10 – 50 cent / Obie Trice – Bottom’s Up
++ Come “consumi” i tuoi ascolti? Sei affezionato ai vinili al punto da comprarli con regolarità o hai accettato in toto il digitale?
Ho ancora una vasta collezione di vinile, tra funk, soul e Rap, ma negli ultimi anni il digitale ha preso il sopravvento. Sono uno che sta al passo con i tempi, malgrado la nostalgia per il vinile non mi abbandona mai.
Spit è stata l’ennesima dimostrazione che il rap può veicolare contenuti interessanti: lo hai seguito? Qualcuno ha criticato la formula e l’eccessiva banalizzazione del tutto…
Avendo partecipato come ospite insieme a Fabri Fibra ho potuto vedere dall’interno il meccanismo di Spit. A me è piaciuto e credo che abbia vinto il migliore. In tv si sono dei tempi e delle regole che hanno sicuramente semplificato il vero meccanismo del freestyle, ma tutto sommato il programma a me è piaciuto e mi è piaciuto anche Marra in veste di presentatore. Forse più uno contro uno e meno argomenti avrebbero reso le sfide più divertenti.
++ Per i tuoi live hai iniziato a mettere in piedi uno show diverso dal classico, addirittura 8 elementi come nella data di Lugano…. hai intenzione di continuare su questa strada?
Ormai oltre alle jam, mi capita sempre più spesso di suonare in posti molto grandi come le piazze. In questi casi mi piacerebbe portare il mio show e i pezzi estratti da L’Ottavo Giorno Della Settimana con una vera e propria band di 8 elementi. La prima a Lugano è stato un grande successo, sia di pubblico che di critica quindi è in idea che porterò avanti. Per il resto, durante le normali date del tour mi muoverò con la formazione classica, io, un Mc di supporto e un dj.
http://www.youtube.com/watch?v=5a47ky5t218

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Un commento a L’intervista a Maxi B

  1. silver price scrive:

    Maxi B è un veterano del rap di “frontiera”, inteso sia come luogo geografico (nato a Lugano, da sempre si muove tra Varese e la Svizzera italiana), sia come contenuto: da oltre 10 anni s’impegna ad utilizzare il rap come supporto ai concetti pesanti e diretti che con determinazione porta in giro per la penisola ai suoi live. Un simile percorso non poteva non destare l’attenzione di un “collega” quale Fabri Fibra che nel 2011 lo ha voluto nella sua scuderia Tempi Duri. Primo risultato di questa collaborazione è il mixtape Cattivo che, messo in free download come omaggio ai fan nell’autunno 2011, in poco più di un mese raggiunge gli oltre 18.000 download. Il 17 gennaio 2012 è infine prevista la pubblicazione del nuovo disco ufficiale di Maxi B, L’ottavo giorno della settimana, prodotto da Tempiduri/Universal: tra i suoi punti di forza proprio i testi, sempre più maturi e pungenti, nonché nel duetto tra Maxi B e Fabri Fibra nel brano “Troppo bello”, dove l’anti-eroe Maxi B sfata le manie di grandezza classiche dei rapper, ma anche di tutti noi. In coppia con Fabri Fibra e con irriverente genialità i due si divertono a smitizzare luoghi comuni di chi si vanta di incredibili ma poco credibili imprese. Il disco che aprirà il 2012 con uno stile di rap decisamente incisivo e lucido.