G-Bersa – Crunk Eat

G-BERSA | CRUNK EAT | AUTOPRODUZIONE

Gli ultimi anni di hip hop italiano hanno palesato una dicotomia talmente forte da scindere inevitabilmente quelli che sono due approcci quasi all’antitesi: un rap che abbraccia il soul con un prezioso retrogusto classico tendente a uno stile più “conscio”; e uno che si orienta ai suoni dirty, un po’ crunk un po’ plasticosi, con schematici parametri sia a livello di suoni, che di tematiche e di rapping. Attinge a piene mani da quest’ultima branchia il giovane produttore pugliese (e un po’ bolognese) G-Bersa, che si cimenta nel suo primo disco ufficiale impegnandosi interamente nel beatmaking ed avvalendosi di parecchie compartecipazioni al mic. Tra queste spuntano Jack the Smoker, Rischio, FatFat e la singer Miss Criss, sintomo evidente del fatto che l’esperienza gioca a netto vantaggio per i rapper sopra citati, che solo nell’ultimo periodo si sono avvicinati a un suono più dirty e a certe metriche affannose del genere, pur non essendo effettivamente caratteristiche “proprie”. Tutti gli altri convincono poco, rimanendo fin troppo ancorati ai clichè che al momento non permettono al genere di esplodere. Il suono propinato dal padrone di casa è pulito, frutto di un discreto lavoro e un ottimo studio in fase di mixaggio, ma spesso strizza troppo l’occhio a suoni artificiosi, e forse molto più consoni a una serata in discoteca che a far da tappeto a un disco rap. La nuova scuola del rap crunk all’italiana prende sempre più piede, ma al momento non ci sentiamo di evidenziare particolari meriti per i suoi “affiliati”. Nicola “Ragh” Pirozzi