Ellie Cottino, Sista Sofy e un’idea diversa di comunità con “Matriarchia”

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Ellie CottinopubblicaMatriarchiae sceglie di farlo partendo da un’idea precisa:trasformare il disco in uno spazio di appartenenza.Non solo un album hip hop attraversato da reggae, attitudine riot e coscienza sociale,ma un progetto che mette al centro una visione collettiva, femminista e profondamente politica.Matriarchianon parla di potere come dominio, ma di potere come cura, presenza, responsabilità e legame. È un disco che rifiuta la logica della competizione sterile e propone un immaginario diverso, dove la forza non coincide con la sopraffazione e dove il rap torna a essere uno strumento per costruire comunità. In questo senso, la presenza diSista Sofy non è un dettaglio estetico o promozionale.Il fatto che sia in copertina accanto a Ellie Cottino racconta molto del cuore del progetto: lealtà, continuità, sorellanza artistica e condivisione reale del percorso. Sista Sofy non è solo una presenza tecnica agli scratch, ma una parte integrante dell’identità live e visiva diMatriarchia. In una scena che spesso individualizza tutto,Ellie sceglie invece di mostrare il gruppo, il legame, la fiducia.E questa scelta diventa già una dichiarazione femminista: non occupare lo spazio da sola, ma aprirlo anche a chi quel viaggio lo costruisce con te.

Matriarchia dal disco al palco
Il summer tour diMatriarchia, che vedrà Ellie Cottino al fianco di Sista Sofy,porta questa idea fuori dal disco e dentro i luoghi reali della cultura indipendente.Torino, Milano, Genova, Terni, Ancona, Napoli, Bologna, Roma, Chivasso, Brescia:le date disegnano una mappa che attraversa festival, spazi sociali, realtà underground e contesti dove la musica non è soltanto intrattenimento, ma incontro.È qui che il progetto trova la sua forma più naturale, perchéMatriarchianasce proprio da quell’energia collettiva che vive nei palchi, nei centri culturali, nei festival indipendenti e nelle comunità che continuano a riconoscere al rap una funzione sociale.La forza del disco sta anche in questo: nel non separare mai il messaggio dalla pratica.Ellie Cottino non racconta soltanto appartenenza, la mette in scena. Non parla soltanto di cura, la traduce in alleanze artistiche.Non usa il femminismo come etichetta, ma come postura, come modo di stare nella musica e nel mondo.Matriarchiadiventa così un lavoro necessario perché rifiuta l’idea che una donna, per imporsi, debba necessariamente adattarsi alle regole dell’apparenza, della competizione o dell’esposizione forzata. Qui la presenza è un’altra cosa: è voce, visione, coerenza.

Con questo album Ellie Cottino firma un progetto chesuona come un manifesto e vive come una comunità in movimento.Un disco politico senza diventare didascalico, femminista senza chiudersi nello slogan, radicale senza perdere accessibilità. E il fatto che il percorso prosegua sul palco insieme a Sista Sofy rafforza ancora di più il senso dell’opera:Matriarchianon è soltanto qualcosa da ascoltare, ma qualcosa a cui appartenere.

 

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