L’intervista a Rak

23 luglio • Interviste • 485 Views • Nessun commento

In occasione dell’uscita del suo secondo album da solista, abbiamo intervistato Rak, del crew romano Barracruda. Un mc con un’attitudine classica, nonostante appartenga alle ‘nuove generazioni’ ed un flow notevole gli hanno permesso collaborazioni con alcuni baluardi del Rome Zoo. Rak percepisce fortemente una diffusa mancanza di giustizia che cerca di compensare, almeno in parte, studiando giurisprudenza. Proponiamo un suo nuovo pezzo fresco d’uscita “Whatz my name” inciso per la prossima uscita del tape dei Trabolmakers, duo di producer bolognesi.

 ++Ciao Matteo! Dunque, anzitutto ti chiedo: chi è e come nasce Rak?

Sono cresciuto in una famiglia semplice e onesta con un fratello maggiore molto presente. Grazie a mio padre ho respirato musica fin da piccolo e mi sono avvicinato al rap ascoltando i classici americani, con 2 technics 1200 e tanta voglia di imparare…Ho iniziato a scrivere rime con mio fratello, lui passava un periodo difficile e io avevo appena perso un caro amico con cui avevo condiviso tante cose in quegli anni. Diciamo che è iniziato tutto come sfogo e, in fondo, è ancora cosi.

++Come viene fuori il nome Rak?

Quando ho iniziato a scrivere le rime la gente mi chiamava “Rakketto”. Rak è sempre stato il mio nome da quando avevo 11 anni e facevo parte del crew Pk con Fek ( r.i.p) e DT. Per questo quando ho cominciato a scrivere, il mio nome d’arte poteva essere solo Rak, datomi dalla strada e dagli amici.

++Cosa ricordi della prima volta che hai impugnato un microfono e sei salito su un palco?

Che ero fortunato perché mi rendevo conto di essere giovane per determinate situazioni e che strillavo un po’ troppo pure perché l’ impianto non era proprio il top, forse ho anche un video di quella serata…meglio tenerlo nascosto in qualche cartella del pc!…Comunque era al mitico centro sociale Il Faro, di via del trullo… So che studi giurisprudenza all’Università e dai tuoi testi si percepisce un rigetto alle ingiustizie che da adito ai tuoi ‘sfoghi’.

++Cos’è per te la ‘giustizia’?

Negli anni ho visto amici perdere speranze, alcuni la vita, solo perché in questo Paese se non parti da una condizione favorevole non puoi sperare in un futuro diverso. Ho sempre vissuto il fatto di studiare legge come una sfida, per dimostrare che anche un figlio di comunali se vuole può farsi valere. Che qui gira tutto al contrario, i figli degli avvocati fanno gli avvocati, i figli dei politici fanno i politici etc…questo è lo Stato ingiusto in cui vivo, e per quanto mi riguarda il motivo per cui faccio questa musica è che non mi piace questa realtà, sto incazzato. Giustizia sarebbe partire tutti dallo stesso punto, poi si vede quel che succede.

++Come mai hai scelto “Brividi” come pezzo che ha anticipato il disco?

Brividi è un pezzo che racchiude un sacco di sentimenti positivi e negativi, tutti insieme. Penso sia il pezzo che rispecchia a pieno il messaggio di fondo, la filosofia e il suono di Rakpresento, e l’abbiamo scelto per questo.

++“Vattene” è un testo che mette il dito nella piaga dolorante della maggioranza dei giovani italiani. Resistere o espatriare? Che ne pensi. 

Penso che sia il tarlo numero uno della mia generazione. Parecchi miei amici, mio fratello, mio cugino, mio zio, lavorano e si guadagnano da vivere fuori Roma, in altre parti del mondo. Odio il qualunquismo di chi dice che qua le cose non possono cambiare e bisogna scappare via per forza, ma capisco bene chi non riesce ad arrivare a fine mese e deve varcare i confini per lavorare, anche perché come dicevamo prima le condizioni non sono le migliori e fuori, a parità di condizioni, guadagni comunque di più, come direbbe mio fratello ‘la pagnotta è la pagnotta’…

++Tuo fratello, Arnebeats, ha deciso di espatriare, tuttavia continuate una strettissima collaborazione.

Nel 2012 abbiamo i mezzi per farlo, anche se ti assicuro che non è semplice! Riusciamo a coordinarci tramite skype e nei periodi in cui Valerio scende o io salgo. In genere alla base di ogni disco c’è un periodo più produttivo in cui ci scambiamo testi e beat, superata quella fase andiamo da soli, siamo collaudati!

++Come ti sei trovato a dividere il microfono con mc di un’altra generazione, come Masito e Supremo 73?

Personalmente è stato un onore oltre che il raggiungimento di un qualcosa che da bambino non avrei nemmeno potuto immaginare. Quando ero alle medie per me e i miei amici il Rome Zoo era un culto assoluto, mi rendo conto che erano tempi in cui , senza rete, dovevi esserci e basta, le chiacchere non contavano nulla… Avevo già collaborato con Pietro ( Il Turco), e ritrovarmi con Daniele ( supremo 73) e Massi ( Masito ) è stata una cosa bellissima. Anche per chi ascolta penso sia stata una bella connessione, una sorta di unione tra le origini del Rap romano e il nuovo, che dovrebbe esserci più spesso secondo me.

++Cosa pensi della scena italiana?

Voglio essere sincero, ascolto poco e niente. Se parliamo di scena attuale, numericamente è un periodo iper produttivo, anche girando ti rendi conto di quante realtà ci siano in tutta Italia e di come moltissime realtà indipendenti, come noi, si stanno costruendo un seguito niente male. D’altra parte, vedo un po’ troppo arrivismo, sembra quasi che le persone mirino solo ad uscire, non importa come, con cosa. Quello che vuoi comunicare non interessa quasi più a nessuno, anzi se non comunichi tanto meglio , se la bevono ancora di più… Per il resto la situazione è in continua crescita, tante etichette anche tra le major iniziano a investire sul rap (Rap?), vediamo se in futuro decideranno di investire su quello con la R maiuscola..

++Insieme a Marciano e tuo fratello Arnebeats avete dato vita al crew Barracruda. Due mixtape che manifestano la vostra carica esplosiva. Al mic, due stili differenti che tuttavia insieme vanno a pennello. So che “Barrecrude vol. 2” è uscito di recente, ma volevo chiederti quali novità bollono in pentola. State lavorando ad un nuovo disco?

Ancora non posso anticiparti nulla su quello che stiamo preparando, posso solo dire che la saga dei mixtape continua e seguirà pure il nostro primo album ufficiale! Ripeto, sul nuovo capitolo della saga posso dirti che stiamo studiando tutto nei minimi dettagli, e i barracruda schierati non rimarranno delusi.

++Qual’era il tuo rapporto con Giordy? 

Amicizia prima, collaborazione poi…a differenza di Marciano ho conosciuto Giordy nel 2005 / 2006 quando iniziavamo a lavorare ai primi progetti con mio fratello. Devo a lui tutto quello che ho imparato in studio in merito a come si lavora ad un prodotto. Diciamo che gli devo proprio il fatto di essere un mc, visto che ha curato al dettaglio Vera Vita , il mio primo lavoro. Giordano era l’unica persona che avrebbe fatto star tranquillo e a suo agio chiunque, anche il più scalmanato!…Appena ti sedevi in studio e iniziavi a fare due chiacchiere, era come staccare da tutto il resto, era una persona positiva, che amava ridere. Ho stretto il mio rapporto con lui specialmente nell’ultimo periodo di terapia, ho capito che cosa vuol dire quando sei uno che vuole vivere, che meriterebbe di giocarsela, ma non può. Mi ha lasciato una lezione di vita che porterò per sempre con me.

++Ok, grazie mille per la dispobibilità! Un messaggio libero, sia per le “facce di bronzo”, sia per gli amici.

A voi! Ringrazio tutte le persone che ci supportano ogni giorno. Ci siamo resi conto che Barracruda ormai è qualcosa di più di un gruppo, è una cosa che non puoi toccare con mano, ma che vedi muoversi. Una mentalità. I nostri supporters si riconoscono in noi e si sfogano ascoltando la nostra musica, sentendosi parte di un movimento, di una vera famiglia. Un Saluto speciale ai ragazzi della Koromoto , S.Silvia, I Palazzi, Corviale , Trullo , Portuense, Donna Olimpia , Trastevere tutte le comitive di zona nostra! Per le facce di bronzo “Tutto torna e quando torna”….

 

(youtube)http://www.youtube.com/watch?v=lNk75ySQgr8(/youtube)

 

Potrebbe interessarti anche questo: