Archive for marzo, 2009

domenica, marzo 29, 2009 Categorized under News

Brusco e Villa Ada a Trezzo sull’Adda, Milano

bruscovillada1

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sabato, marzo 28, 2009 Categorized under News

Mother Funkers a Trastevere, 3 Aprile

serata-3aprile09

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lunedì, marzo 23, 2009 Categorized under News

ICONE: International Graffiti Event a Modena

ICONE nasce a Modena nel 2002 come manifestazione di respiro internazionale concepita allo scopo di riqualificare luoghi in disuso o in stato di degrado impreziositi dall’opera di artisti provenienti dal mondo writing. L’obiettivo è quello di far rivivere luoghi desolati e lasciare opere pubbliche permanenti, contribuendo a migliorare e caratterizzare la percezione generale dell’ambiente urbano. Negli anni si sono alternati tra i migliori writers nazionali ed internazionali, tanti artisti e fotografi, affermandosi come manifestazione di street art di grande rilievo. Dal 15 Aprile al 3 Maggio 2009 (e in altre date in Giugno, ancora da definire), ci saranno diversi eventi inerenti ad ICONE, che sarà dislocata su cinque differenti luoghi, che si andranno a sommare agli spazi delle precedenti edizioni, in modo tale da stimolare un approccio itinerante alla manifestazione. L’ubicazione di tutte le tappe, tutte le informazioni su ospiti della manifestazione e quant’altro, su www.icone.tv e su www.myspace.com/icone_

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sabato, marzo 21, 2009 Categorized under News

Snoop Dogg e Skullcandy danno vita alla SNOOP CRUSHER

SKULLCANDY, marchio leader nel campo delle cuffie, è orgogliosa di annunciare la collaborazione con SNOOP DOGG per la creazione della cuffia SNOOP CRUSHER. Altissima la qualità: 30 mm di speaker magnetici in neodimio a cui sono stati aggiunti dei mini sub-woofer al prezzo di 79,95 €. Una cuffia pensata appositamente per gli ascoltatori di hip hop e dei fan di Calvin Broadus in particolare: per tutte le info click sull’immagine oppure su www.skullcandy.eu

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venerdì, marzo 20, 2009 Categorized under Interviste

Dimora del Padrino, l’intervista!

DIMORA DEL PADRINO
Dalla Sicilia arriva il rap progressivo
a cura di Nicola Pirozzi

++ Salve ragazzi, benvenuti sulle nostre pagine telematiche! Presentatevi a chi non dovesse conoscere la Dimora del Padrino!

Nino Campanella: Salve a voi! La Dimora del Padrino è un progetto musicale che nasce nel 1995 a Castelvetrano, un paese in provincia di Trapani, dalla profonda amicizia che lega i componenti e dalla forte passione per la musica che ha tenuto insieme il tutto. La formazione iniziale era composta da Dottor Jho’, Kool Magic Flow, Aspano, Bradda e Dj Leo. Successivamente gli ultimi due hanno lasciato il gruppo per motivi di lavoro e nel 2002 sono entrati a farne parte Nino Campanella e Mario Drama, entrambi fonici e produttori. Ci siamo sempre mossi con molta, oserei dire, “diffidenza” da tutto ciò che ci circondava socialmente e musicalmente, forse anche per questo in 15 anni di produttività non siamo mai riusciti ad integrarci completamente con la scena hip hop italiana, nonostante abbiamo avuto grandi possibilità quando l’hip hop era ancora una novità.

++ Si può dire siate sulla cresta dell’onda da quasi 15 anni, dunque avete vissuto le ere caratterizzanti del rap italiano. Dai primi successi, alla crisi del 2000, dai rapper su MTV alle derive modaiole degli ultimi tempi. Quale periodo vi appartiene di più? E quale aneddoto ricordate con più piacere?

Nino Campanella: La risposta è molto soggettiva, ognuno di noi si è avvicinato e ha vissuto il rap in maniera diversa; sicuramente ben poco ci rappresenta il rap dal 2000 ai giorni d’oggi, quindi gli ultimi 9 anni! Completamente estranei siamo alle derive modaiole, la MTV generation etc… non saprei neanche parlartene! E’ da tempo che non riusciamo ad ascoltare un disco rap italiano senza torcere il naso o skippare velocemente traccia, principalmente perché sono molto cambiati i nostri gusti musicali; Ascoltando altri generi apprezzi nuove sonorità, nuovi modi di far musica e il rap italiano di adesso, suonando pressoché tutto uguale, comincia a starci stretto.

Doctor Jhò: Sicuramente quello che apprezziamo di più è il rap della vecchia scuola, quello con cui siamo cresciuti e ci siamo avvicinati all’hip hop e alla musica, inutile far nomi la lista sarebbe infinita! Per capirci meglio..il rap dai beats crudi, tagliati male, campioni sporchi, metriche cacciate fuori con la rabbia che solo il rap da contestazione di un certo periodo sapeva fare. Tutto quello degli anni 90 per intenderci!! Quello che potevi toccare cacciando fuori un vinile dalla sua copertina e poggiarlo su un Technics sl 1200. Adesso è tutto troppo facile, tutto troppo scontato con i computer, le schede audio, il web, la porcheria dell’mp3, tutto troppo reperibile e imbottito di apparenza e immagine. Una volta si riusciva anche a dargli un prezzo quando te le sudavi sparandoti 800 chilometri per andare ad una Jam. Le atmosfere son cambiate e dai muri dei garage adesso si è passati al super pettinato da club. Sono un nostalgico ma è normale per chi adesso a 33 anni guarda indietro e parla di fanzine, audiocassette e vinili. Il nostro primo posto dove abbiamo iniziato a suonare era una cantina ripulita a nuovo e quando cacciavo fuori la roba vecchia per far pulizia non avevo la benché minima idea di quello che sarebbe successo dopo e ancora adesso a distanza di anni penso che da quel posto per noi è nato tutto.

++ “Il rap diventa progressivo”, è un po’ il vostro cavallo di battaglia. Quindi sample aggressivi, con un sound che sfiora il crossover: una scelta dovuta ad un desiderio di andare contro gli stilemi del rap classico e dei suoi campioni black, oppure perché è un’indole naturale quella di confrontarsi con produzioni più imponenti?

Nino Campanella: Ecco qui ci riallacciamo un po’ alla risposta precedente; con “Invisibili Eventi” il nostro modo di approcciarci alle produzioni musicali si è molto aperto, il tutto è frutto di un bagaglio musicale che si è arricchito negli ultimi anni ascoltando generi diversi come il rock progressivo anni ’70, musica psichedelica, cantautori italiani come De Andrè e Gaber o prettamente siciliani come Rosa Balistreri, di conseguenza ci siamo ritrovati a confrontarci, come dici tu, con produzioni molto più imponenti che hanno influenzato molto la nostra musica e le tematiche trattate. Non si tratta quindi di andare contro il rap classico, ma di andare avanti, vedere oltre, sperimentare; da buoni siciliani non ci azzarderemo mai a sputare nel piatto dove abbiamo mangiato, anche perché alla fine continuiamo sempre a fare rap!

++ Abbiamo appurato la vostra capacità nello storytelling, in particolare di quegli “ Invisibili Eventi” quanto necessari, che è anche il titolo del vostro album. Cosa rappresenterebbero per voi?

Nino Campanella: Per noi come per tutti gli italiani gli invisibili eventi sono momenti, attimi, istanti di vita quotidiana abitudinali, dati per scontati e accettati come “triste” realtà, indispensabili per portare avanti un paese come l’Italia. Sono eventi che descrivono le gioie e i dolori della vita di ognuno di noi, eventi che viviamo quotidianamente in strada, dentro i negozi, nelle scuole, nelle fabbriche, nei campi da coltivare. Ogni evento è come un mattone che contribuisce a creare una torre dove in cima risiedono coloro che ci comandano; e quotidianamente sentiamo addosso il peso di questa torre e dei padroni. Sono tematiche che abbiamo sempre trattato sin dalla nostra prima demo, ora sono solamente più evolute.

++ La vostra è una formazione numericamente importante: in che modo riuscite a sviluppare al meglio le idee musicali e a cercare un’intesa tra di voi? Avviene in maniera naturale oppure c’è bisogno di tempo per assimilarle al meglio?

Nino Campanella: Direi decisamente che c’è bisogno di tempo…di molto tempo! Il disco è stato ideato già qualche anno fa; mentre si stava per ultimare “Qualcosa del genere”, disco solista di Aspano, vi erano già le bozze delle nuove produzioni che ora si trovano in Invisibili Eventi. Le distanze che vi sono fra i vari componenti del gruppo dovute a motivi di lavoro ci costringono a sviluppare lentamente i nostri progetti. Sostanzialmente le idee musicali di questo disco sono nate da me che, diciamo ha “piantato il seme”, ognuno di noi lo ha innaffiato con idee proprie e lo ha fatto crescere e a poco a poco si sono registrate le strofe in studio, Dottor Jhò ha aggiunto nuovi suoni e nuovi strumenti per arricchire la musica, e dopo un’accurata selezione delle cose che andavano e non, si è montato e mixato il tutto.

Doctor Jhò: Comunque ognuno di noi ha una sua particolarità, di conseguenza contribuisce in maniera diversa ad apportare novità ad un pezzo. Per farti un esempio puoi paragonare i componenti del gruppo a cinque palline di gomma pazza ( quelle che saltellano di continuo) lanciate all’interno di una stanza, ognuna segue una direzione diversa, si scontrano, saltano, rimbalzano ma alla fine rimangono sempre e comunque nello stesso contenitore ovvero nella stessa stanza, lo stesso film.

++ Rimanendo in tema, come riuscite a collocarvi all’interno di un live e a preparare un concerto assieme?

Doctor Jhò: I live sono tuttora una cosa che non riusciamo a curare in maniera dettagliata per ovvi motivi di lavoro. La musica tuttora è pura passione e i soldi vengono da tutt’altra parte. Per il momento è davvero difficile che riusciamo ad essere tutti e cinque insieme tranne nei periodi estivi. Ci stiamo studiando sopra ed è nostra intenzione per dirti inserire dei musicisti e insieme realizzare una band per portare in giro i nostri live. Penso che la cosa più triste che possa esserci adesso nel rap è arrivare con il cd della base, senza un Dj è pretendere che il pubblico segua il tutto magari per un ora. E’ davvero molto ardua come cosa e sottolineo che una figura chiave che spesso oggi si trascura è proprio il lavoro del Dj e parlo di quello inteso alla vecchia maniera con la sua bella collezione di breakbeat in vinile e i due suoi giradischi da regolare.

++ Di sicuro il dialetto siciliano ha aiutato la vostra impostazione musicale, a questo punto viene da chiedersi perché una parte in italiano ed una in siciliano? Ancora non avete preso una “scelta” definitiva?

Nino Campanella: Vedi questo è un “problema”che non ci siamo posti più di tanto; durante la composizione dei pezzi abbiamo notato che certe tematiche rendevano di più cantate in dialetto siciliano, erano più incisive e potevano arrivare maggiormente alla gente che comprende il nostro dialetto e dall’altra parte incuriosire coloro che non lo capiscono come effettivamente è stato. Altri pezzi, come Lu giru di li vili, si basano su detti tipicamente siciliani e di conseguenza sono stati concepiti e sviluppati in dialetto. Non si tratta quindi di prendere una scelta, è stato tutto casuale e abbiamo tranquillamente inserito in scaletta i pezzi in dialetto tra quelli cantati in italiano perché alla fine seguono tutti la tematica del disco. Forse in futuro faremo qualche lavoro tutto in dialetto oppure il contrario e comunque ci piace essere sempre molto liberi quando si tratta di creatività.

++ Quali sono i vostri progetti futuri?

Doctor Jhò: Stiamo ultimando un lavoro con una preproduzione curate da Kool Magic Flow e già da qui posso anticiparvi che lo sconvolgimento dei sound è in agguato. Abbiamo fatto un largo uso dei sintetizzatori e il risultato lo sentirete molto presto. Un assaggio lo potete sentire già sul nostro myspace . Un percorso digitale intrapreso dallo stesso Kool Magic e in modo naturale siamo stati risucchiati da quest’altro vortice di provocazioni sonore. Ci piace poter sottolineare il fatto che se hai inventiva puoi andare oltre e se fatto bene distinguerti. Non vi anticipo nient’altro altrimenti roviniamo la sorpresa ma non aspettatevi nulla di già sentito.

++ Spazio libero per voi!!


Doctor Jhò: Facciamo i nostri bei saluti alla vecchia maniera e ricordiamo: Propulsore Dinamico, AudiaManent Studio, Tommy Lee, Robbaman, ABDS, Nino Panino, Greeza, Tasters, Malamanera, Yordise, Radio MVM, Zoofamily, A. Bonanno, DJ Massimino X one, TPK, Jaka, EskaViva, Jamento, la vecchia scuola, la nuova scuola, tutti i ragazzi che ci conoscono in Sicilia, quelli che supportano la musica perché giovani si è dentro, a quelli che non mollano e un saluto particolare alla redazione di Moodmagazine e un grazie per la disponibilità dimostrata.
Link ufficiali: www.dimoradelpadrino.it www.myspace.com/dimoradelpadrino

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domenica, marzo 15, 2009 Categorized under Interviste

Comma & Shogun, l’intervista!

COMMA & SHOGUN
Il Suono Retrò
a cura di Toni Meola

++ Sembra sempre più banale introdurre una intervista con la classica domanda su come e con cosa avete incominciato ma a volte credo sia utile per un approccio didascalico e propedeutico alla cosa, in questo caso addirittura fondamentale data la definizione di “gruppo emergente” che mi permetto di darvi. Quindi, per farla breve, l’origine del tutto? O meno laicamente, l’anno del battesimo?

In realtà abbiamo due storie diverse che ad un certo punto si sono incontrate. Io, Comma ho cominciato ad ascoltare nel ‘98 grazie ad un amico d’infanzia, Morioka, anche lui ancora attivo nella scena barese; nel 2001 ho avuto un blackout e la mia vita ha preso una strada che col rap non c’entra nulla. Nel 2003-04 ho cominciato a riappassionarmi a questa cultura e ho cominciato a frequentare di nuovo jam e battle di freestyle e lì che ho conosciuto Shogun: lui era già un pezzo grosso dell’underground barese poiché era presente in maniera continuativa già dal ‘97 e vinceva tutti i contest di freestyle a cui partecipava e difatti nel 2003 vinse anche il Tecniche Perfette Puglia poi il Tim Tribù a Bari e tanto ancora. Abbiamo cominciato a frequentarci anche con altri amici e successivamente nel 2005 è nato il collettivo di mc Mujahedin Senza Frontiere formato da Shogun, Shagoora, Twentyhate, Morioka e Granny Smith.
Io sono entrato a farne parte nel 2006 e da lì sono nati i nostri progetti, difatti nel 2006 ho dato alla luce il mio primo cd Peccato&Redenzione che ha avuto un ottimo successo di pubblico e critica nel suo piccolo di autoproduzione.
Ad inizio 2007 la nostra crew MSF si è sciolta x svariati motivi, ma l’amicizia tra di noi è rimasta inalterata anzi potrei dire che si è rafforzata e proprio in questo periodo che io e Shogun abbiamo deciso di fare un progetto musicale ed è venuto fuori “Tra Testa e Corpo”

++ Siete appena usciti con “Tra testa e corpo”. Vorrei farvi usare degli snippet testuali per descrivere le varie tracce del disco ed i momenti che compongono l’album….

Guarda, il cd ha molte anime e vive momenti diversi nell’arco dello sviluppo delle 16 tracce, potrei parlarti per ore di tutte le tracce e quello che c’è dietro. Premetto che ci abbiamo lavorato per un anno e mezzo, giorno e notte, e tutto quello che volevamo mettere è contenuto nel cd. Posso parlarti di “Tra testa e corpo” che è la traccia del titolo ed anche il manifesto del nostro cd, cioè mette in risalto i nostri punti di vista sulla vita quotidiana e come affrontare i nostri problemi; Shogun è la persona che affronta le cose di petto o col corpo cioè in modo meno razionale ma più d’impeto io (Comma) invece affronto tutto quello che ci attornia in modo più misurato, ragionato. Siamo la testa e il corpo: in tutte le tracce si avverte questo contrasto ed è quello che caratterizza il cd. Stessa cosa accade in Vanno in cielo, dove affrontiamo il tema di chi secondo noi merita il paradiso (sempre ammesso che ci sia) e chi non lo merita; Tra bene e male è la visione opposta di due adolescenti che si devono svegliare ma il nuovo giorno gli dà prospettive differenti; Oltre i limiti è un nostro grido di dolore ai continui limiti imposti dalla società moderna; La marcia è un inno per tutti quelli che giudicano e sparlano buttando disonore sul primo malcapitato a tiro (vezzo tipico degli italiani).

++ Probabilmente la cosa migliore del disco è questa dicotomia che traspare già dal titolo, come fate a lavorare insieme pur avendo visioni e approcci completamente differenti fra di voi? Lo scontro aguzza l’ingegno?

Come ti ho accennato in precedenza, la nostra forza è proprio lo scontro tra i nostri punti di vista che rende più forte il progetto. Non potevamo fare il classico disco rap dove facevamo i ragazzini che si autocelebrano dicendo le solite cose scontate che non interessano più a nessuno; noi non la pensiamo alla stessa maniera ma siamo amici e allora diciamoci le cose in faccia come sappiamo fare cioè in rima… tutto qui. Il risultato secondo noi è stato buono perchè il disco non è mai ripetitivo e fila liscio, con una sua struttura ben definita. Questa è la cosa più importante che differenzia una demo fatta in pochi mesi con un album costruito e realizzato nel tempo.

++ Nel singolo (accompagnato da un buon video) affermate con forza la vostra idea di hip hop, dandole un nome provocatorio, “Retrò”. In aperta controtendenza con le ultime tendenze del rap italico… Cosa è che non vi garba del mood odierno?

Retrò è una provocazione, è l’unico pezzo dove noi seguiamo la stessa idea. Il video ci rappresenta in pieno e non mette in primo piano culi, tette o pantaloni larghi ma mette in risalto un vecchio stile italiano che in qualche modo rievoca la nostalgia che ci attanaglia, questa nostalgia del rap fine 90 e del modo di vivere di quegli anni non ci manda in depressione. Anzi, pensare alle vecchie storie, riascoltare i vecchi cd, guardare foto o video delle vecchie jam ci dà uno stimolo enorme a creare e a cercare di portare qualità in un mondo dove ogni ragazzino con un pc e l’Adsl si sente il rapper più potente dell’universo. Retrò è il nostro modo di vivere, noi non concepiamo il rap del freedownload, dei contest fatti sui forum, dei dissing fatti e messi sui Myspace: queste cose non ci appartengono e lo volevamo dire.
Noi non misuriamo l’amicizia da quanti commenti mandiamo, o non pensiamo di essere più bravi perchè abbiamo più visite sullo Space e non pensiamo di spaccare di più perchè il nostro video è più cliccato; questi parametri virtuali della società moderna sono fuorvianti e dannosi per le nuove generazioni. Noi e quelli che ci circondano pensiamo a vivere sul serio, e non voglio fare la pippa o parlare di strada, vivere con la gente che condivide la tua stessa passione e misurarsi con i ragazzi più piccoli o più bravi di te è l’essenza del nostro pensare.

++ E chi suona attualmente “retrò” in Italia?

C’è un sacco di gente che suona Retrò ancora per fortuna, i Colle der Fomento, Kaos, Shaone, Lugi, Turi ma anche i Co’Sang, GDB o anche gli stessi Truceklan, Retrò non è un suono meno fresco o più funk, Retrò per noi è parlare di ciò che si vive e se è neccessario anche con estrema violenza.

++ Venite da Bari, capoluogo di una regione, la Puglia, che sembra quasi autorelegarsi per quanto riguarda la scena hip hop…. Underground ok, con tutti i suoi pro, ma questa condizione non incomincia a stare stretta?

Bari e la Puglia si sono autoghettizzate, le città pugliesi sono molto divise fra loro e interagiscono poco e ovviamente per chi vuole emergere la realtà pugliese è molto stretta. Però devo sottolineare il fatto che in Puglia ci sono realtà molto interessanti e il livello medio è migliorato di molto. Parlo per noi ad esempio; noi e il gruppo Sottotorchio (Shagoora e Granny Smith) abbiamo partecipato lo scorso primo marzo alla Golden Age Cup organizzata dai Truceklan, siamo arrivati rispettivamente secondi e terzi ed è stata una grande soddisfazione vedere 2 gruppi baresi nei primi 3 posti con gruppi provenienti da tutta Italia e giudicati dal pubblico romano presente alla serata che non ci conosceva: questo vuol dire che non siamo messi male e che forse la strada è quella giusta.

++ Quali sono gli artisti che dominano i padiglioni delle vostre cuffie in questo periodo?

Comma: ascolto molto rap americano e ultimamente sto in fissa con D.I.R.T. degli Heltah Skeltah e in fissa per le robe di Sean Price, ma mi è piaciuto molto l’ultimo prodotto di dj Muggs e Planet Asia; ascolto molto volentieri roba italiana vecchia anche se di roba italiana nuova c’è qualcosa che mi ha preso molto; tipo i Co’Sang di cui aspetto con ansia il secondo disco.

Shogun: io ascolto svariati filoni della scena americana, passo da roba classica Queensbridge a roba odierna… apprezzo molto Prodigy e le sue ultime produzioni con The Alchemist,ma confesso che ci sono dei suoni Dipset prodotti da Juelz Santana che mi fanno impazzire! Per quanto riguarda l’italia, beh, quoto a pieno mio fratello Comma sul discorso Co’Sang!

++ Siamo in chiusura, avete qualcosa da aggiungere? Un messaggio alla “nazione sotto lo stesso groove”?

Io e Shogun salutiamo tutti quelli che ci hanno aiutato a realizzare Tra testa e corpo e continuano a spingerci e a darci forza ogni giorno; dj Danko, dj Argento, Morioka, Sottotorchio, Martina Di Tommaso, tutta la South Core, Fionder, i nostri amici di Brescia Shikko e Sfascia, la Coop Corp., Edera e Morbo le nostre donne e tutta la scena barese nel bene e nel male. Andate a vedere il video Retrò (www.myspace.com/commamc ; www.myspace.com/fucktheshogun) e contattatemi per il nostro cd: mc-comma@hotmail.it Noi viviamo e suoniamo RETRO’!

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