con la preziosa collaborazione di Giorgio Lanteri (myspace.com/thefamilybeatz ; myspace.com/thefamilyit)
Ok, sappiamo più o meno tutti che cosa si intende con Musica Digitale… Per quei quattro che ancora non lo sapessero, diciamo che è il termine che indica l’acquisto di musica online direttamente in formato digitale, sia essa in formato mp3, oppure wav, oppure mp4 (specifico per gli iPod Apple).
La decisiva accelerata alla diffusione di questo fenomeno è stata data qualche anno fa in occasione del bailamme intorno a Napster. A causa della grottesca causa intentata dai Metallica a tutti gli utenti che avevano scaricato anche un solo loro brano, l’industria discografica si è trovata a doversi confrontare all’improvviso con un nuovo attore nella scena del music biz. Senza dubbio l’emorragia di vendite dei supporti solidi a causa del peer-to-peer era già cominciata da tempo, anche perché la qualità di un file rippato da un cd è ben superiore alla cassettina analogica registrata da un vinile, nondimeno l’approccio tenuto dall’industria discografica è stato controverso e cerchiobottista.
Sia chiaro, ancora oggi per le majors i files mp3/4/wav rappresentano esclusivamente un sottoprodotto, dato che – nonostante i piagnistei generalizzati – i margini di guadagno sono ancora di molto superiori con i cd che con i downloads. Le grandi etichette ormai non investono praticamente più su nuovi artisti, ma sempre più spesso si limitano a campare di rendita con ristampe – vendute naturalmente a prezzo pieno, nonostante le spese di incisione e promozione siano state ammortizzate ormai da anni – e con quei pochi artisti dai quali sono pensano di ricavare un profitto più o meno certo, ma è ovviamente sempre meno possibile ignorare i segnali che arrivano dalla base del mercato. Come vi sembra come segnale 417,3 milioni di downloads singoli venduti negli Stati Uniti solo nella prima metà del 2007? (oltre a 23,5 milioni di album, “buon peso”, come si dice al mercato della frutta…)Oltretutto, sono davvero varie le tipologie di fonti alle quali si può attingere musica digitale oggigiorno sulla Rete. Abbiamo già detto delle Majors. Per il momento, finché ci sarà ancora da fare qualche soldo con i supporti tradizionali, non ci si può aspettare da loro un impegno “serio” verso il mondo digitale… ove si limitano a riversare pedissequamente il proprio catalogo quasi per onor di firma o tentano approcci goffi (alla Cor Veleno “Nuovo Nuovo”, per intenderci) con la stessa grazia e la stessa agilità di un ippopotamo in un idromassaggio. Certamente eventi più recenti come la commercializzazione dell’intero catalogo dei Led Zeppelin in digitale – altre ristampe… -, o l’uscita del disco dei Radiohead in digital-only (salvo poi commercializzare copie fisiche con bonus dello stesso disco a 40 euro…) sono tutti segnali che portano il mercato in una certa direzione, ma decisamente le majors non hanno al momento la snellezza e l’immediatezza nelle loro strutture per rendere la loro presenza in questo mondo una opportunità economicamente conveniente e credibile, almeno per loro stesse!Vi è poi tutta una serie di nuove etichette indipendenti che hanno invece abbracciato fin da subito, e in maniera esclusiva, l’approccio al mondo digitale.Sono la versione moderna di quelle etichette che fino a non troppi anni fa stampavano ancora quasi in proprio i vinili, ritagliando e incollando le copertine nei weekend affidandosi a metodi di distribuzione quanto meno avventurosi….
La differenza con la situazione attuale è però sostanziale: ove questo tipo di etichette nel passato si occupava di promuovere solo alcuni progetti (nei quali spesso le medesime persone agivano sia da musicista che da… discografico) poiché i sostanziosi investimenti necessari erano decisamente a rischio, ora con l’abbattimento di gran parte dei costi riescono anche ad occuparsi di più artisti, spesso compatibili tra loro per genere e in grado di dare quindi una precisa identità all’etichetta, il che contribuisce anche notevolmente a creare un’immagine precisa dell’intero progetto, rappresentando quindi un valore aggiunto in fase di promozione. Altro valore aggiunto è che questo tipo di labels, pur non pubblicando solitamente materiale di scarsa qualità (cosa che finirebbe per danneggiare la loro stessa immagine) agisce anche sia come talent scout, finendo per prelevare dall’oscurità progetti magari validi ma poco conosciuti, e quindi agendo praticamente come “reparto A&R freelance” delle major più attente, e allo stesso tempo come “filtro” verso il basso, per cui molto spesso agenzie di booking o gestori di locali cambiano approccio nei confronti degli artisti a seconda che siano del tutto unsigned o facciano perlomeno parte di una etichetta digitale conosciuta nel settore.
Altro tipo ancora di etichetta che si può trovare recentemente online è la “Net / FreeDL Label”. Termine in realtà usato piuttosto a sproposito in quanto solitamente si tratta di persone che curano la messa online di materiale originale in forma gratuita, spesso usando la formula Creative Commons per la protezione dei diritti d’autore. Fino a che punto si possa parlare di etichette è davvero opinabile, trattandosi nella quasi totalità dei casi di singole persone, dotate di una forte dose di idealismo – e di altrettanta mancanza di vero spirito imprenditoriale – che “giocano” a fare l’etichetta discografica mettendo online il loro stesso materiale, e quello di amici e parenti, spacciando il proprio sito per etichetta discografica e condendo il tutto di ideali alternativi, di autonomia, indipendenza, “fotti il sistema” e così via. Ed essendo ovviamente pronti a saltare dall’altra parte della barricata nel caso, di solito assai improbabile, che il loro materiale venga per qualche motivo notato dall’etichetta tradizionale di turno.
Manca ancora un attore sulla scena della diffusione della musica digitale nel mondo, e non si tratta certo di un comprimario: stiamo parlando dei portali che rendono fisicamente possibile l’acquisizione della musica da chi la produce e l’acquisto della stessa musica da parte del pubblico, e cioè i vari iTunes, Beatport, Juno, DJ Download, Ministry of Sound, Wasabeat, Beatsource…
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