Archive for settembre, 2007

domenica, settembre 30, 2007 Categorized under News

SPIRITO E MATERIA – IL DISCO DEI FUOSSERA

Riceviamo e pubblichiamo:
I Fuossera sono parte di quelle diverse realtà che, attraverso l’arte (dai loro fratelli Co’ Sang alla Gomorra di Saviano), cercano di raccontare la vera natura della città: l’economia informale, il giochi di potere del Sistema, la vita vissuta dei quartieri.
I Fuossera (traduzione de l”era del fosso”, metafora di una città piena di mancanze e pericoli) sono O Iank, Sir Fernandez, Pepp J One e Dj Fresella: un gruppo nato alla fine dei ‘90 tra i quartieri di Napoli, una passione innata per l’hip hop, per la voglia di raccontare in musica realtà, sogni e delusioni.
I Fuossera non sono di Secondigliano, non sono di Scampia, sono di Piscìnola, quartiere adiacente alle vele scampiniane tristemente note come coarcevo di eroina e traffici illeciti.
 
Tutto sommato così deve andare, perchè è così che è sempre andato, perchè non si può mutare tutto con le proprie forze e quindi è meglio risparmiarle e mettersi in carreggiata e vivere come è concesso di vivere

Questo breve passo, tratto da “Gomorra” di Roberto Saviano, racchiude lo stato d’animo della moltitudine di persone che fanno vivere Napoli; un sentimento condiviso dai più, in una situazione dove la morte, per errore, vendetta o semplicemente spirito di rivalsa, è all’ordine del giorno.
Uno stato di cose impossibile da cambiare per i guaglioni e le loro famiglie,  sofferenti ma sognatori di un cambiamento, di un ritorno dello Stato e della democrazia diretta che sostituiscano consuetudini e poteri malavitosi. L’aspirazione diffusa, raccontata da questo album, è quella di ritornare a vivere, senza paura, le proprie strade, libere da omicidi e senza l’ansia opprimente della Polizia o dell’esercito in assetto da guerra.
Questi sogni cantano i Fuossera, una voglia di cambiamento e di evasione musicata in maniera impeccabile nel loro primo singolo “Voglia e Vulà”:
evadere per sopperire al senso di oppressione che spesso si prova quando si vive in un posto dove tutto è difficile, dove tutto và come non deve andare. Vogliamo dare voce al desiderio di voler scappare dalla materialità della terra per volare verso la spiritualità del cielo.
I Fuossera non sono ne’ un gruppo politico ne’ un gruppo gangsta, sono una realtà bramosa di raccontare storie: la crescita e i racconti di un bambino (come nella biografica “Age”) o la difficoltà di sopravvivere (come in ‘marc ra sopravvivenz”); ma anche momenti più ricercati, carichi di pensieri tra l’essere dello spirito e l’avere della materia (come nel pezzo che da il titolo al disco “Spirito e Materia”).
Nell’album non mancano le collaborazioni, dalle basi prodotte da Luchè dei Co’ Sang alle strofe del rapper francese Monsi du XVI passando per il rap milanese di Marracash e Vincenzo da Via Anfossi (Dogo Gang).

“Spirito e Materia” è una produzione Poesia Cruda Dischi e First Class Music e sarà distribuito da Self.
Per ogni informazione: www.fuossera.it; www.myspace.com/fuossera

Ufficio stampa: PropaPromoz & Walk The Dog CreW:
E-mail: Web: href=”http://www.propapromoz.com/” mce_href=”http://www.propapromoz.com/”www.propapromoz.com; 
Flavio Zocchi – Cell: +39.347.8487992 – E-mail:
flavio.zocchi@propapromoz.com;
Responsabile promozione radiofonica: Chiara Rizzitelli; E-mail:
chiara@propapromoz.com.
Responsabile promozione stampa e web: Antonio Sassi; e-mail:
antonio.sassi@propapromoz.com

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martedì, settembre 25, 2007 Categorized under 5 domande a...

5 domande a… Dank (Placenta Zero)

Fresco di successo, oggi ospitiamo nella nostra nuova
rubrica, il neo campione della 3° edizione del King Of The
Ring (che ricordiamo essere la gara di freestyle più
importante del nord-est), Fabio Carima aka DANK, dei
Placenta Zero.
Ciao Dank, allora dicci un po’: come sta cambiando il
mondo delle battle di freestyle negli ultimi tempi? Cosa si
sta particolarmente evolvendo?

Ciao a tutti. Il mio modo di approcciarmi alle battle è sempre stato tendenzialmente controcorrente, dato che non amo le sfide basate quasi unicamente sullo sfoggio delle proprie punchlines. Non si contano infatti le volte in cui, pur avendo chiaro che il pubblico prediligeva le rime da battaglia, ho incentrato la mia esibizione sulla tecnica e sulla pura improvvisazione, accantonando parzialmente o totalmente il dissing al mio avversario. Inizialmente il pubblico sembrava non essere sintonizzato su questa lunghezza d’onda, ma negli ultimi 2 anni ho notato che chi assiste alle battle ha evoluto il proprio senso critico, e ora i criteri su cui un mc viene valutato sono più ampi e più indicativi del suo livello. Inoltre l’mc può esprimersi liberamente, in quanto non viene obbligato a standardizzare la sua performance, ma può esibirsi attraverso il suo stile e i suoi personali punti di forza.

Attualmente sei fuori con il disco del tuo team, i Placenta
Zero e abbiamo spesso occasione di sentirvi live nella
vostra zona. Quando conta far valere il proprio nome come
freestyler per poter ottenere visibilità o riscontri?
Pensi che sia il metodo più veloce per far conoscere il
proprio nome e talento?

Sicuramente partecipare alle battle e agli open mic è un buon modo per riuscire a farsi conoscere e far sì che le proprie capacità vengano apprezzate. Per quanto mi riguarda non mi sono mai chiesto se sia il modo migliore o quello più veloce per ottenere riscontri, l’amore che nutro per il freestyle non mi consente di ridurlo a semplice mezzo per ottenere un fine. Io credo che chi fa la propria cosa con passione, consapevolezza e genuinità, otterrà risultati positivi indipendentemente da quanto si impegni a fare calcoli per raggiungerli.

La tua capacità di intrattenere pubblico (e anche
avversari i quali a volte restano a bocca aperta) con la
nobile arte del freestyle è davvero fuori dal comune.
Talento innato, ma anche tanto allenamento immaginiamo. Ci
racconti qualcosa a riguardo?

Nella mia vita di mc il freestyle ha sempre avuto un posto di rilievo, dagli innumerevoli pomeriggi passati ad improvvisare con gli amici quando ero ragazzino, fino ai palchi in cui ho avuto occasione di esibirmi negli anni successivi. Una stranezza che amo raccontare (e che considero un po’ il simbolo del legame che mi unisce alla disciplina del freestyle) è il fatto che quando giocavo a Fifa ‘96 con il mio vecchio Sega Mega Drive, ero solito mettere un beat e, rappando, cimentarmi nella telecronaca delle partite che giocavo. Inoltre, mi piaceva tentare di improvvisare su qualunque argomento, dai bulloni ai mandarini, e credo che questo mi abbia aiutato molto, consentendomi di mettermi alla prova in un tipo di freestyle in cui non vi sono alternative alla vera e totale improvvisazione.

Dissing, battles, scontri.abbiamo notato che tra i rapper
c’è voglia di qualcosa di nuovo nel freestyle? Sulla
scia di eventi come il King Of The Ring, c’è sempre
più la tendenza ad organizzare gare ad argomento. Cosa
credi che manchi ancora nella mentalità dei nostri italici
rappers per poter affrontare a cuor sereno questo tipo di
sfide? E le punchlines? Nel tuo disco pur utilizzandole le
condanni o sbaglio?

Il proliferare delle battles ad argomento è un chiaro messaggio del fatto che la scena del rap non vuole fossilizzarsi sugli standard, ma bensì spingersi un passo più avanti rispetto al livello raggiunto. Quello che credo ancora manchi è l’attitudine generale a questo tipo di performance, del resto gli ultimi anni hanno rappresentato il boom del freestyle puramente da battaglia e gli mc’s italiani, specie quelli che si sono formati in quel periodo, risentono ancora di questo tipo di influenze. Per quanto riguarda il mio utilizzo delle punchline o la mia condanna di esse, sono contrario al loro uso solo quando non hanno un riferimento o un bersaglio definito. Mi spiego, nel pezzo Finti Cent (il cui titolo credo ne chiarisca l’argomento) utilizzo rime che possiamo definire da battaglia, ma l’argomento del pezzo, il messaggio, e l’obiettivo, ne giustificano la presenza e ne inquadrano precisamente il senso. Tornando alle battle, non amo le punchlines generiche, quelle che possono essere utilizzate per più di un occasione e per più di un avversario. Poichè la sfida sia vera credo che le punchlines debbano avere basi e riferimenti riconducibili all’mc che si sta sfidando in quel momento, contro il quale non vi sono rime che calzino meglio di quelle che lo colpiscono nelle sue reali e verificate lacune.

Ora che il tuo nome si è decisamente affermato, dopo
alcune finali di Tecniche Perfette, la vittoria al KOTR e le
altre numerose battles che ti sei aggiudicato, che progetti
hai? Cosa ci dobbiamo aspettare da Mr. D’Ankesi?

Aspettatevi di ritrovarmi ancora. Il mio amore per l’Hip Hop è sempre grande e la voglia di fare è ancora più forte di quando ho cominciato 11 anni fa. Il Progetto Placenta Zero va avanti e la prossima uscita sarà l’album che il nostro dj T-Robb sta ultimando insieme a Bein Mass (la cui parte vocale è principalmente curata da me, ovviamente supportato dagli altri fratelli di Placenta Zero). Inoltre siamo in giro a promuovere il disco ‘Progetto Placenta Zero’, dando vita a una serie di showcase arricchiti dalla presenza del mega beatboxer Dhap e spesso in connessione con La Kattiveria, formazione reggiana di eccelso livello. Che dire, credo che il mondo del rap possa contare su di noi per il futuro. D’altronde se dopo tanti anni non abbiamo cambiato strada, probabilmente significa che la strada è quella giusta. Ciao a tutti. Dank

(zethone@moodmagazine.org)

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martedì, settembre 18, 2007 Categorized under News

Underground Lessons #2 Preview

Ecco una succosa preview di circa dieci minuti del nuovo mixtape di Critical Mass & Dj Mbato’ “Underground Lessons #2″

Enjoy!

undergroundlessons.jpg

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sabato, settembre 15, 2007 Categorized under Recensioni

Zampa, Stan e Budo – VC Superstar

E’ la legge del branco. C’è chi resta chi se ne va, chi si perde per strada e chi rimane in piedi, nell’oscurità pronto a far sentire la sua voce anche dopo lunghi periodi bui.

La saga del lupo solitario aka Mr. Zampini riparte da qui, da questo nuovo mixtape VC Superstar. In questo nuovo viaggio full lenght made in Verona però, Zampa non è solo e ritrova il supporto di amici come Stan e Budo. L’osteria lirica è lontana ormai come dice lo stesso Zampa (“a chi mi chiede dov’è Jap, rispondo che non so dov’è Jap…”), i viaggi negativi, le paranoie da affogare nell’alcol, sono sempre dietro l’angolo ed i butei cercano di scacciarli come hanno sempre fatto: con il rap a braccio. Rime dirette che raccontano il mondo di un branco appunto, quello che si muove tra le pieghe di una città italiana amata dai suoi “fioi”. Sempre bello ritrovare Zampa e compari, sentirli raccontarsi. D’altra parte l’all star team, come ogni squadra che si rispetti, trae ispirazione dal loro leader e Zampa è uno di quelli da cui puoi solo imparare: solito flow stilosissimo, solito impegno in ogni rima. Stan e Budo lo sanno e cercano di trarne gli insegnamenti del caso e quindi interpretare il rap come attitudine, come stile di vita, come mezzo per uscire dalla monotonia della quotidianità, e se questo non porterà in alto poco male, il solo fare rap può comunque già tenerti lassù: tra quelli che si sentono bene per il semplice fatto di poter rappare quando e come vogliono. In fatto di approccio quindi tutto il team è sulla stessa lunghezza d’onda. Peccato che poi anche lo stile nel rappare, il flow ed i concetti espressi, contino pure loro parecchio nella valutazione totale del disco. Zampa come al solito promosso, ma i compari arrancano in più di qualche occasione… Di strada da fare ne hanno per raggiungere il capo branco e le cadute di tono sono parecchie, vedi le tracce totalmente rappate senza l’ausilio del fuoriclasse, come in E’ stato il fumo o Non lo sapranno mai. Per il resto VC Superstar è comunque un discreto mixtape: grezzo, come quelli di una volta. Certo, le basi non sono sempre state scelte in modo impeccabile (alcune troppo west coast mentre lo stile east classico meglio si adatterebbe al loro rapping) ma trattandosi di un mixtape appunto e non di un vero proprio album ufficiale, la questione passa maggiormente in secondo piano ed i criteri di valutazione sicuramente si addolciscono. Ciò che conta in questi casi, è avere un onesto tappeto sonoro su cui sfornare chili di rime e riscaldare i motori in attesa di un’uscita ufficiale.  Mi auguro di sentire presto parlare ancora dei “crazy veronesi”. (psycho@moodmagazine.org)

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venerdì, settembre 14, 2007 Categorized under News

PREMIO MC GIAIME 2007

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera della dottoressa Caterina Fiumanò,  madre del mai troppo rimpianto Giaime:

Cari Ragazzi,
Vi scrivo come Presidente dell’Associazione Giaime Fiumanò, ma anche come mamma. Da molti anni assieme a tutti Voi e nel ricordo di Giaime, abbiamo realizzato molte belle iniziative: dalla prima edizione del concerto Incompatibile nel 1999 poi del Premio Mc Giaime, alla realizzazione del cd Incompatibile seguito dal film in dvd. Il Pallone d’argento Coppa Giaime Fiumanò, la pubblicazione del libro Vado a vivere nel Bronx (Fabio Croce Editre), e la mostra sulla vita, i disegni e le opere pittoriche presso lo Spazio Etoile a Roma nel 2004.
Sono anni in cui l’hip hop italiano vive una nuova vita, molti artisti hanno ottenuto importanti contratti con le grandi case discografiche, i media sono tornati ad occuparsi del rap e molti ragazzi si stanno avvicinando per la prima volta al mciing, alla break o al djing.
Ma la cosa più importante siete Voi, in cui rivive lo spirito di mio figlio Giaime che come voi si emoziona al suono della musica rap, delle basi e delle rime che lo hanno sempre accompagnato durante il suo breve ma intenso percorso.
Giame era uno spirito libero, come Voi che siete alla base di tutto il movimento hip hop, Giame era un ragazzo che come Voi cercava di emergere e di confrontarsi con gli amici e i compagni. Proprio per questo oggi Giaime è diventato il simbolo dei ragazzi che vogliono vivere per il rap. Per questo motivo ho deciso di organizzare anche per quest’anno il Premio Mc Giaime 2007 che si svolgerà come di consueto a Roma in una prestigiosa location. Il senso della manifestazione sarà quello di offrire una vetrina a Voi giovani mc, dj e breakers che cercate uno spazio per esprimervi e per farvi conoscere. La novità di quest’anno sarà quella di offrire il massimo spazio e promozione ai giovani artisti emergenti, tralasciando tutti quelle band che hanno già ottenuto una loro comunque meritata visibilità. La scelta è proprio dettata dal fatto di essere sempre più vicini a quello che era lo spirito di Giaime, quindi aiutare e sostenere tutte le giovani proposte nazionali del movimento hip hop.
Spedite un cd, una biografia e i vostri contatti (nome, telefono, mail) all’associazione Giaime Fiumanò in Via Carlo Poma, 4 – 00195 ROMA, entro il 30 Ottobre 2007.
Potrete così partecipare all’edizione 2007 del Premio Mc Giaime
Giaime è tutto questo, Giaime siete Voi
Con Affetto Caterina Fiumanò

www.mcgiaime.it

www.myspace.com/mcgiaime

ASSOCIAZIONE CULTURALE GIAIME FIUMANO’
00195 Roma – Via Carlo Poma, 4
Tel & Fax 06 373 53 017 – scrivi@mcgiaime.it

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