Sostanza Tossica, l’intervista

Da oggi, quindicinalmente, intervisteremo giovani artisti o presunti tali, pescati nel grande mare dell’underground italiano, almeno questo non ancora minacciato dalle trivelle. In occasione dell’uscita del nuovo mixtape Mamma ho perso la Testa, pubblicato per le labels Ghiaccio Enterprises/Cartello di Roma, abbiamo parlato con i Sostanza Tossica.

SOSTANZA-TOSSICA

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Prendo in prestito una rima di un vostro illustre collega per introdurre l’intervista: “non sarà una fanbase a dirti chi siamo, noi non ci conosciamo”, quindi questa è l’occasione buona per presentarvi…
Ciao rigaz! Allora siamo un gruppo Hip Hop dell’Abruzzo composto da tre rapper, Fabrizio Garozzo alias Harsenico, Emiliano Gjoka alias Flebo e Kevin Garozzo alias Kappa e un producer Sacha Garozzo alias sCh. Apparteniamo alle label/crew Ghiaccio Enterprises/Cartello Di Roma di Santo Trafficante e King Stewee. Il nostro primo approccio col rap risale al 2004 ma il primo progetto ufficiale come Sostanza Tossica, ovvero “Identikit EP”, è stato pubblicato nel 2008.

Avete maturato diverse esperienze soliste, come siete arrivati a questa formazione e soprattutto all’idea di lavorare ad un progetto ufficiale?
Sì abbiamo avuto diverse esperienze soliste ma ci ha sempre affascinato l’idea di creare un gruppo e lavorare su entrambi i fronti. Comunque tre di noi sono fratelli (Harsenico, Kappa e sCh) e l’altro, Flebo, l’abbiamo conosciuto nel 2007 tramite amici. Tra di noi si è subito creata un’ottima sinergia, sinergia che ci ha spinto a dare vita alla Sostanza Tossica e a gettare in seguito le basi per la realizzazione di numerosi progetti ufficiali, l’ultimo dei quali “Mamma ho perso la testa mixtape”.

Parlateci di questo mixtape in uscita, una piccola track by track con qualche aneddoto circa la lavorazione…
Innanzitutto abbiamo deciso di realizzare un progetto che fosse composto per la maggior parte da beats con samples estrapolati da varie colonne sonore, inoltre abbiamo voluto inserire in ogni traccia del mixtape delle citazioni cinematografiche per stabilire un collegamento tra i brani. Il titolo del mixtape, “Mamma ho perso la testa”, è un chiaro riferimento al film “Mamma, ho perso l’aereo”. II progetto è composto da 18 tracce (inclusi 4 skit) di cui vi parleremo brevemente:
Jennifer’s body – ci siamo ispirati all’omonimo film che parla di un gruppo rock indipendente che decide di sacrificare una vergine a Satana per poter finalmente svoltare la propria vita, visto che, per quanto bravi potessero essere, di gruppi in gamba in giro ce ne sono tanti ed emergere oggi giorno non è facile. Ci siamo quindi identificati con i personaggi del film e con la loro storia visto che non è poi così tanto diversa dalla nostra, anche noi siamo un gruppo indipendente che cerca di emergere e prendersi quello che gli spetta nonostante le difficoltà.
Mamma ho perso la testa – title track del mixtape, nasce in seguito al campionamento della colonna sonora composta da John Williams per il film “Mamma, ho perso l’aereo”. Il brano parla della nostra ossessione per l’hip hop.
Guastafeste – abbiamo voluto creare uno scenario che raffiguri una festa dove i ragazzi si divertono finché non arriviamo noi a rubargli la scena.
Cuore di Ghiaccio – ci curiamo soltanto dei nostri interessi, quindi se qualcuno vuole intralciare i nostri piani non avremo affatto scrupoli e di certo non saremo misericordiosi. Il titolo del brano è un riferimento alla label/crew Ghiaccio Enterprises di Santo Trafficante.
Denaro e rispetto – mette in risalto le due cose fondamentali che ogni uomo vorrebbe avere nella vita: il denaro e il rispetto. Non a caso nel brano sono presenti dei pezzi della fiction “Il capo dei capi”.
La gloria dura per sempre
– siamo stanchi di questa vita e andare avanti è dura ma come dice Keanu Reeves nel film “Le riserve“: “le ferite guariscono, le donne amano le cicatrici, la gloria dura per sempre”. Il nostro obiettivo è quindi quello di ottenere la gloria con la nostra musica e cambiare le carte in tavola.
The strangers – per la gente comune che ci circonda noi siamo come degli estranei solo perché non apparteniamo alla loro realtà e non viviamo la loro monotonia ma diamo anima e corpo per questa musica sacrificando per essa tutto ciò che dev’essere sacrificato.
Immortalità (Ghiaccio Gang Remix) – “lasciando una traccia di sé, vivendo una vita che si fa ricordare si diventa immortali” (“Saw – L’Enigmista”). Non potevamo iniziare la traccia in modo migliore. Infatti questa citazione spiega appieno il tema del brano: per quanto la gente cerchi di distruggerci non riuscirà mai a porre fine alla nostra esistenza dato che le nostre canzoni vivranno per sempre anche dopo la nostra morte.
Don’t fuck us!! – il nostro lavoro, quello che facciamo, è davvero speciale, è eccezionale: nessuno può competere con noi, nessuno ci può fottere! La gente ancora non ha la visione del piano generale ma quando esso sarà completato non potrà negarne la grandezza.
Time’s over – questo pezzo è dedicato a tutte quelle persone che perdono il proprio tempo per criticarci e per gettare merda su di noi, ma le loro parole non ci scalfiscono minimamente: il loro tempo è scaduto, noi gli succhiamo la vita e loro possono solo succhiarci il cazzo.
Il nostro dono II – il rap è il nostro dono, noi lo stiamo facendo fruttare. Non tutti ce l’hanno e chi ce l’ha, un po’ per pigrizia un po’ per mancanza di sacrifici, smette di coltivarlo e si abbandona alla vita di tutti i giorni. Tuttavia, allo stesso tempo, in entrambi i casi, queste persone hanno la presunzione di dire che potrebbero benissimo esserci loro al nostro posto ma a queste assurdità noi rispondiamo con le parole di Kevin Spacey tratte dall’intro scelto per questo brano..
Effetti collaterali – siamo la “Sostanza Tossica”, questa roba può avere effetti collaterali e uno di questi è la dipendenza dalla nostra musica.
Una lotta continua (bonus track) – parla di vicende che ci riguardano da vicino… in famiglia, Harsenico è l’unico a portare uno stipendio fisso dato che è assunto a tempo indeterminato, la madre è precaria, il padre e i fratelli Kappa ed sCh sono disoccupati e lavorano occasionalmente. Quindi per questo a volte a casa si respira un clima di tensione. Flebo lavora nell’edilizia, nella ditta del padre, e si sa che in questo campo ultimamente c’è poco lavoro e quando c’è a volte neanche ti pagano. Ovviamente alla questione economica si aggiungono tutte le altre ansietà della vita. Poi anche se Ilaria è un’attrice di successo ciò non vuol dire, come abbiamo detto poco fa, che la vita non sia una lotta continua e che non si abbiano problemi. Ciò nonostante il ritornello ci esorta tutti a non mollare mai e a credere sempre nei nostri sogni.

 

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Cashis è un nome importante, ma come ci siete arrivati? Pur con le dovute eccezioni e con diversi esempi celebri, relativamente poche le collaborazioni fra l’Italia ed il resto del mondo….
Prima di tutto, è un rapper che seguiamo, abbiamo visto che aveva una predisposizione nel fare featuring dopo aver letto l’e-mail sul suo sito ufficiale e nei social. Gli abbiamo fatto sentire la nostra roba, parlato del nostro progetto e di cosa avremmo voluto fare una volta ultimato il pezzo. È stato preso bene e a quel punto ci siamo messi d’accordo per dividerci le quote dei diritti d’autore.

Grazie a voi ho conosciuto Ilaria Spada, scusatemi ma non avevo la minima idea di chi fosse. Non faccio ulteriori domande sulla partecipazione al video perché ne avete parlato diffusamente in altre interviste. Ma questo ve lo chiedo: con chi vi piacerebbe collaborare in un futuro prossimo?
Non ce la sentiamo di dare un nome preciso perché sono tantissimi gli artisti che vorremmo nei nostri dischi, americani e italiani soprattutto. Comunque speriamo che le cose vadano sempre meglio così da toglierci ancora una volta qualche bella soddisfazione.

I primi dischi comprati?
Per Flebo il primo disco comprato è stato “Birth of a Prince” del 2003 di RZA, per Harsenico, Kappa ed sCh invece è stato il singolo di “Lose Yourself” del 2002 di Eminem.

Siete, ed uso il virgolettato, abbastanza “giovani”, quindi presumo che il vostro pubblico di aficionados sia relativamente teenager, concedetemi questo termine. Quando scrivete, siete condizionati da questo fatto?
A dire il vero il nostro pubblico non ha un’età precisa, comunque no, non ci lasciamo condizionare assolutamente dall’età dei nostri ascoltatori, quando lavoriamo ad un disco i primi ad essere soddisfatti dobbiamo essere noi.

Un pensiero sulla scena underground: non credete che nella scena attuale ci sia un pò di stanchezza a livello musicale, ci vorrebbe un po’ di energia, rinnovamento?
A dire la verità ultimamente seguiamo poco il rap italiano a parte alcune eccezioni, comunque nella scena underground abbiamo avuto modo di ascoltare dei rapper davvero validi che di certo non hanno bisogno di energia o rinnovamento. D’altra parte, però, ci sono tanti altri artisti che non hanno tutta questa freschezza.

Salutiamoci con l’ultima domanda: siete stati a Sanremo Doc, una vetrina importante della musica italiana. Al di là dell’esito della partecipazione, credete di aver giocato bene questa chance?
Sanremo Doc è sì una vetrina importante della musica italiana ma di certo non è Sanremo BIG o Sanremo Giovani. Comunque ci ha permesso di entrare in contatto con artisti importanti, alcuni dei quali hanno collaborato nei nostri dischi. Quindi tutto quello che potevamo ottenere da un evento come Sanremo Doc l’abbiamo ottenuto.

 

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