Omaggio a Primo Brown

Il 2016 non poteva incominciare in maniera peggiore: come forse saprete, nella notte di Capodanno, se n’è andato Primo Brown (vero nome David Belardi), membro degli storici Cor Veleno, uno dei migliori rapper della storia dell’hip hop italiano. Malato da tempo, le sue condizioni si sono aggravate negli ultimi giorni – come trapelato da un messaggio postato qualche giorno fa dal padre sul suo profilo Facebook – fino ad arrivare alla tragica notizia di oggi.
Scrivo queste parole di getto, di ritorno dal cenone di Capodanno, perché sono sinceramente scosso: in primo luogo perché quando muore una persona di soli 39 anni non si può non esserlo, e in secondo luogo perché Primo, con le sue rime e il suo carisma, ha accompagnato per anni la mia vita di ascoltatore, fin dai tempi di 21 Tyson, sulla cassettina de “La Banda Der Trucido”, lontano 1997.
Primo Brown ha lasciato un segno indelebile nel rap italiano. Prima con i Cor Veleno, fondati nel 1993, poi assieme al solo Squarta, e poi ancora in coppia con Tormento, sempre grazie ad uno stile unico e inconfondibile – nelle liriche, nel flow e nella delivery, di caratura davvero internazionale – forgiato da innumerevoli esperienze dal vivo e in costante evoluzione, evoluzione che solo la sua triste scomparsa ha saputo fermare.
Il mio vuole essere un semplice omaggio ad un artista che ho amato parecchio, e anche se sono ben conscio dell’inutilità del gesto, mi sento di farlo comunque, come mi sento di fare le mie più sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi cari. Il fatto è che tra musicista e ascoltatore si crea un legame forte, anche se non c’è conoscenza a livello personale – io e lui ad esempio ci siamo giusto parlati qualche volta – , e sapere che non ci saranno più nuove rime del Primero mi lascia senza parole, e devo ammettere che averlo appreso così, pochi minuti dopo il brindisi per l’anno nuovo, in un momento di euforia, mi ha atterrito, letteralmente.
Di lui ho un sacco di ricordi. Come ne avrete altrettanti (o molti di più) voi, se lo avete conosciuto o avete amato la sua musica. Io ad esempio mi ricordo benissimo del suo sudore, alla fine dei live. E ne ho visti tanti, tutti grandiosi, alcuni davvero indimenticabili. A mio parere Primo Brown è sempre stato tra i primissimi mc italiani dal vivo – forse il migliore in assoluto –, e averlo visto dare tutto se stesso su un palco svariate volte e sempre con la stessa irruenza e grinta è stato impagabile, e mi sento di ringraziarlo, per quel che può valere. Il suo talento, ma anche l’applicazione e lo studio instancabile sui propri mezzi vocali, saranno per sempre una fonte d’ispirazione insostituibile per tutti quelli che fanno il rap, o che si avvicineranno ad esso in futuro.
Non si contano i classici che ci ha lasciato, e che da oggi in poi ascolteremo e riascolteremo ancora con più amore. Oggi è un giorno davvero amaro per l’hip hop italiano, che perde non solo uno dei suoi artisti più di rilievo, ma anche una persona che ha fatto tantissimo per diffonderlo senza compromessi, da vero amante di questa forma d’arte.

Rest In Peace Primo Brown