Jangy Leeon & Truman Simbio: una storia di amicizia in nome del rap

Esce oggi, per Mad Soul Music, “Stato brado”, il disco di Jangy Leeon e Truman Simbio, due rapper milanesi amici sin dall’adolescenza, quando iniziano a frequentare insieme il “muretto”, jam e battle di freestyle. Truman Simbio, nella prima metà degli anni duemila, soprattutto nell’ambiente hip hop milanese, è considerato un rapper dallo stile unico e innovativo (Emis Killa, nel suo libro, lo definisce un “genio del freestyle“). All’epoca i due decidono di formare un gruppo chiamato Stato Brado e tutto procede al meglio fino a quando Truman manifesta i primi sintomi di disturbi psichiatrici che aumentano in fretta creando vari attriti e conflitti tra lui e le persone che lo circondano. Questa situazione porta i due a dover accantonare il progetto del gruppo e prendere strade diverse. Jangy Leeon negli anni si dedica con assiduità al rap trovando un timbro vocale ruvido che lo contraddistingue e, prima di incidere l’esordio solista (“Lionel collection” nel 2013), fa parte di varie realtà artistiche tra cui l’etichetta/collettivo 20100 Records (che produce il disco di culto a firma Mani Pulite) e realizza vari progetti con i membri del suo gruppo Mad Soul Legacy. Truman Simbio, invece, come lavoro ufficiale pubblica solo un EP ma, tra una pausa forzata e l’altra, trova sempre il tempo di frequentare le battle di freestyle mantenendo in forma il proprio flow.
Dopo più di dieci anni, nonostante i problemi di Truman siano sempre più ingombranti, i due ricominciano a frequentarsi e, con un’altra maturità, decidono di dare vita a un progetto musicale che riprenda quanto iniziato da ragazzini. Il lavoro sui brani ora può fare perno sull’esperienza di Jangy, così le tracce prendono piano piano corpo e tutto conduce a pensare alla nascita di un album che non può che intitolarsi “Stato brado”. Jangy si occupa della parte artistica: prima di tutto coinvolge dei beatmaker di livello capaci di attualizzare un suono underground dal sapore golden age, come Wego FTS, già parte dell’etichetta Mad Soul Music, Weirdo e Res Nullius dei Crazeology, Nero, i cui beat sono stati usati anche da membri del collettivo hip hop statunitense Army Of The Pharaohs, e Low Kidd, artista del roster Machete; in secondo luogo mette in gioco le sue competenze di fonico e ingegnere del suono per la produzione e le registrazioni.
Nonostante le vicissitudini di salute dell’amico, Jangy crede fermamente nelle sue capacità artistiche e, anche se durante la realizzazione del disco Truman varie volte viene ricoverato per delle crisi, i due riescono comunque a portare a termine il disco. Così, in circa due anni di lavoro, nasce “Stato brado”, un manifesto del rap underground in cui non manca l’autoironia, in cui il lato politicamente scorretto di Truman assume sembianze sui generis (su tutte, si ascolti proprio il singolo “Anormal”) e in cui il timbro vocale ruvido di Jangy si esalta anche grazie all’alternanza con il flow pulito del socio. Spirito, attitudine, testi e linguaggio tipici dell’hip hop conditi dall’imprevedibilità di un vero outsider come Truman Simbio.