HHA – MTV HIP HOP AWARDS 2012

Ieri all’Alcatraz di Milano si è tenuto uno degli eventi più attesi nella scena rap italiana: gli “hhaMtv Hip Hop Awards 2012. Come di consueto l’evento si è svolto tra premiazioni degli artisti divisi in categorie, momenti live, intrattenimento e la battle finale delle 3 crew di breakdance ben selezionate tra le migliori su tutto il territorio italiano (Yessai Squad the Winner).

Ci leviamo il cappello davanti al grande colosso che ha permesso questo Show degno di parola: palco luminoso, dinamico, scenografico e ben distribuito; a circondarlo un numero modesto di amanti del genere sempre più diffuso nel mainstream. Tra i presentatori salgono sul palco attori come Caterina Guzzanti e Giorgio Pasotti, l’altissimo Materazzi, Carlo Lucarelli e lo chef Simone Rugiati. L’ area Artisti-Vip (esclusiva e blindata) include nomi piú o meno rilevanti, spesso ben attenti alla camera e ai riflettori.

Noi, girovagando in ogni angolo del locale e chiacchierando con tanti nomi della scena rap (esclusivamente italiana), abbiamo percepito 3 momenti distinti:

• Il BigTime dove artisti ormai collaudati garantiscono un’intrattenimento e dei contenuti notevoli come: Giuliano Palma, J Ax (non per altro si aggiudica il premio Best Live), Ensi che, in una fantastica performance sperimentale (adatta a palati fini), si merita Best Freestyle, i Dogo (spontanei e potenti sul palco), Marracash che vince il premio Best Artist (forse colpa dell’ altezza o dell’attitudine ma ha sempre le luci addosso alle quali risponde puntualissimo), Dj Shablo raffinato e abilissimo e Rise che con il suo beat box crea effetti stucchevoli.

• Momenti alienanti caratterizzati dagli “Eclissati” come Morgan che, sperimentando con Fish un pezzo in tono dubstep, garantisce indiscussa qualità musicale ma si allontana dal mondo black per il quale sono presenti i più; ancor di più Max Pezzali che a quanto nuova icona rap non riesce assolutamente a rendersi credibile e una Nina Zilli molto statuaria ma scoordinata nel tono di voce.

• Poi c’è il 3° momento dei “ma” e dei “perché” caratterizzato dai più “freschi” con all’attivo qualche progetto, ma non abbastanza per avere le ossa dure da gestire un grande palco; immagini ben studiate ma contenuti incerti, momenti di vuoto, silenzi inattesi e voci insicure a microfoni soffocati.

Forse a causa dell’ombra data dalle critiche costanti o per l’incidenza mediatica di nomi che padroneggiano la scena si è creato un abisso sia a livello di fama che di qualità nelle performance e nei contenuti.

La scena (mainstream) nel complesso si dimostra acerba per garantire a un grande network uno Show completo e qualitativo, lo dimostrano i post sui social e le critiche dei non-presenti ma ancor di più il malcontento generale per premiazioni discusse.

“Probabilmente il genere è ancora amato e rispettato dai più per la sua radice underground e di strada, dove spesso palchi spogli e atmosfere crude fan di sfondo a uno show qualitativo e interessante più di mille luci e tanti nomi assolutamente estranei a questa cultura.

Ma è solo l’inizio, qualcuno diceva <<Chi vivra’ vedra’…>>”