Il rap saluta Fabio Valdo

a cura di Eleonora Pochi

Lido di Venezia – Si è ucciso domenica notte Fabio Valdo, rapper veneziano 38enne.

La disperazione più estrema, repressa e incompresa, l’ha spinto a buttarsi dalla finestra del suo appartamento sito al settimo piano. Dalla scorsa settimana disoccupato, c’è chi scrive che sia stato licenziato, chi che abbia presentato una lettera di dimissioni senza troppe spiegazioni ma tanto è un particolare che poco cambia la questione. E’ stato membro del duo Gustavo&Paina e dei Minoranza Rumorosa, le sue rime scorrevano tra ritmi funky ed erano quasi tutti testi in dialetto veneziano. Il progetto “Gustavo&Paina” enfatizzava proprio l’appartenenza veneziana dei due ragazzi.

Ed ecco apparire la fatidica frase di rito…“Pare soffrisse di depressione”…nessuno si è accorto di nulla finché si è tolto la vita?

Insomma si piange sul latte versato. Si deve far qualcosa per evitare che il latte si versi. Non mi rivolgo ai familiari ed amici più stretti, ma al senso di comunità che oramai non esiste più e al modello di società nella quale viviamo, che spesso è il mandante di molti suicidi.

L’ultimo saluto di Fabio, su Facebook, è rivolto alla musica e agli amici “Per il mio funerale vorrei una festa con tanti amici, musica, birra etc.”

Ore 20.19 del sabato, Fabio pubblica un pezzo di Kaos One Per la vita aggiungendo “alla prossima…” Intendo riportare il testo di questa affinché lo leggiate, perché non sono solo parole in rima: é uno sfogo nel quale Fabio s’è ritrovato e sentito compreso.

Un altro giorno se n’è’ andato senza darmi niente, un altro giorno in compagnia delle mie pare, un altro giorno da archiviare solo tra la gente, zero amore, sempre quelli mi chiedo dove stanno adesso i miei fratelli chi se n’è andato e non è piu’ tornato, chi ho dimenticato, chi è partito per un altro stato di alcuni non ricordo il viso, di altri il nome spero stiano bene, spero che si possa stare ancora insieme li guardo nelle foto, quante situazioni che ho vissuto, ma non rimane che il ricordo ormai sbiadito talvolta li rivedo ancora come fosse allora, il loro posto sarà sempre nel mio cuore, nella mia memoria talvolta alcuni cambiano o dimenticano e si allontanano, e dopo un po’ non ti salutano e non rimane che il ricordo di un totale di momenti belli vorrei sapere dove stanno adesso i miei fratelli.

QUESTA E’ PER LA GENTE CHE NON POSSO PIU’ SCORDARE. QUESTA E’ PER COLORO CHE HANNO UN POSTO NEL MIO CUORE. QUESTA E’ PER LA GENTE CHE E’ PARTITA. QUESTA E’ PER I MIEI FRATELLI, AI MIEI FRATELLI PER LA VITA.

L’amore per l’HipHop era il legame che teneva unite le persone: in quindici eravamo una nazione ma il tempo cambia tutto e tutto cambia con il tempo e il fuoco che bruciava adesso e’ spento non rimane che il Fastidio per tenermi compagnia, e dei ricordi che non puoi portarmi via qualcuno e’ poi partito, un altro viaggio, un’altra storia, qualcuno e’ poi cambiato, ossessionato dalla lira e non si trova gente vera pare siano estinti ed i superstiti non sono in tanti se guardo indietro ai giorni in cui ero un ragazzino, la gente che è rimasta uguale puoi contarla su una mano ed è a loro che io dedico questo lavoro, a quelli giunti in seguito ma con lo stesso spiritone ho visti andare altri arrivare, giorno dopo giorno, anno dopo anno: mi chiedo adesso i miei fratelli dove stanno.Solo sguardi ostili intorno, sempre sul chi vive adesso sono solo perche’ i miei fratelli sanno altrove tocca affrontare il buio, qui non c’e’ nessuno che ti aiuta: solo indifferenza di persone che ti conosci da una vita e non c’e’ modo di tornare indietro, indietro non si tornama l’amicizia per i miei fratelli e’ eterna l’immagine rimane ferma sui ricordi, adesso piu’ di prima quando sembra che sia tardi: avro’ capito oppure no che i miei fratelli sono tutto cio’ che ho avuto, che ho, che avro’ non ho saputo dimostrare mai a me stesso questo errore, adesso che sul tavolo sono rimasto solo a bere adesso che fidarmi di qualcuno e’ diventato un lusso o sei mio amico o mio nemico non c’e’ compromesso perche’ in un posto come questo frequentato da sciacalli, mi chiedo dove stanno adesso i miei fratelli.

Il rap lo vuole ricordare così