5 domande a Dj Uncino aka Stradjvari

DJ UNCINO AKA STRADJVARI

Da Roma in giù, e non solo, non c’è culo hip hop che non abbia fatto muovere con le sue selecta di black music. Non si esaurisce qui la vena di Gianluigi Rosario Donniacono aka Dj Uncino o Stradjvari che dir vogliate. Co-fondatore dell’etichetta indipendente Ammontone Prod. (di cui si ricordano ultimamente le produzioni “Core e Lengua” di Op.Rot e Tony Cefro; “Il signor Lui” di Ramtzu con Andrea e Laps; “Equalizer” di DopeOne e Oluwong), dj, organizzatore dei maggiori eventi napoletani, tanto altro e scratch video set, la nuova frontiera del turntablism “visivo”. Cinque domande ad uno dei maggiori interpreti della scena campana: per voi, Dj Uncino!

++ Molteplici sfaccettature del tuo talento ti vedono come turntablist, dj, selecta, organizzatore di eventi, svs, spalla di molti gruppi (per ultimi, La Famiglia, Svez, Ganja Farm…), co-creatore dell’etichetta indipendente Ammontone Prod. Ma quale veste credi ti si addica di più?

L’unica veste dove mi vedo è in quella di “b-boy”, se si può ancora usare ‘sto termine. “Dj, selecta, organizzatore + live band + etichetta” non sono altro che una serie di “note che combinate insieme creano quella melodia che il mio cuore percepisce e chiama “HIPHOPCULTURE” quindi = B-BOY!

++ Probabilmente il più attivo dj a Napoli, riconosciuto in tutto il mezzogiorno. Tra i tanti eventi che ti vedono protagonista spicca “Save the Vynil”, che cerca di rendere onore e merito al supporto più nobile e caldo. Com’è nato il progetto e in che misura ritieni indispensabile il vinile, di questi tempi?

Il progetto è nato quasi un decennio fa  in uno dei club al centro di Napoli: bazzicando da quelle party non ho potuto fare a meno di immergermi anche io in questa “missione possibile”. Per quanto riguarda il vinile, posso solo dirty che “nonostante usi anche Serato” sono forse tra i pochi che continua a comprare dischi (se consideri che tanta gente compra direttamente ‘ste apparecchiature senza avere manco un disco). Lo faccio da collezionista e per “dipendenza”. La comodità nell’usare attrezzature elettroniche è totalmente differente dal piacere e la goduria nell’ascolto di un disco con un solco sporco e caloroso! Questo è quello che mi farebbe piacere far capire a tanta gente che oggi usa con troppa facilità il termine “dj”. Io penso che se non hai mai avuto a che fare con un “diggin'” o con un vinile non puoi CAPIRE cosa significhi essere un dj. Allora è importantissimo maneggiare questi supporti per poterne percepire tutte le sfaccettature… ma quasi quasi la nuova missione mi sa che la chiameremo SAVE THE DJ… ehehe!!

++ Suoni in diversi locali, con diversi gruppi e spaziando tra diversi generi (da ciò nasce l’aka Stradjvari). Insomma, una situazione piuttosto positiva per te. Ma c’è qualcosa che non va, nell’ambiente, nelle serate cui presenzi, nelle persone che incontri, che vorresti cambiasse?

Stradjvari nasce dall’amore per il jazz ed è nato in un periodo in cui insieme ad Oluwong (beatmaker tra i più forti in Italia con il quale condivido Ammontoneprod e la quotidianità) facevamo una serie di tributi ad artisti jazz in un club in provincia che era un sott’organico del POMIGLIANO JAZZ FESTIVAL. Stradjvari, ovvero il mio modo di vedere il giradischi come un vero e proprio strumento musicale e non un semplice “piatto”. In riferimento alla scena… non basterebbe una intervista intera ad elencare ciò che mi piacerebbe vedere diverso! Ma non posso essere individualista e quindi… Però c’è una cosa che desidero più di ogni altra, anche se so che è pura utopia: “SAREI FELICE NEL VEDERE UN PO’ DI UMILTA”, solo questo!

++ Scratch Video Set è stata la tua ultima trovata: “il vjing visto con gli occhi di un turntablist”. Una nuova frontiera dello scratch abbinato ad immagini e video clip. Uno dei primi live del progetto l’hai tenuto al Museo di Arte Contemporanea MADRE a Napoli: credi che in certi ambienti SVS possa dare il meglio di sé? Pensi sia questa la via che debba intraprendere il progetto?

Che bello il vj’ing visto con gli occhi di un turntablist! È la mia nuova capata: sono contento che in una scena di “finti dj” troppo satura ed UGUALE ho sentito l’esigenza, ancora una volta, di EVOLVERMI e cosi è nata questa SVS a.k.a. SCRATCH VIDEO SET. Poi, ti dirò, se consideri che in parecchi ambienti la nostra cultura non è abbastanza conosciuta, musicalmente non sono “abituati” ad ascoltare una determinata sonorità, è mio piacere rendere noto in ambienti dove c’è una “VASTA PREPARAZIONE” che la nostra cultura e la nostra musica abbiano lo stesso obiettivo di un’opera, ovvero COMUNICARE! Ed ecco perche MADRE, perché possa essere apprezzata anche da una massa non dedita ad essa: basta essere categorizzati come “bambinacci” oppure tutti gangsta oppure tutte mignotte e quant’altro… Come ben puoi vedere anche questa è una missione: ogni giorno portiamo avanti sempre missioni… missioni… missioni…

Dj Uncino – Scratch Video Set

++ Dove ti vedremo nell’immediato futuro? Cos’hai di buono in cantiere a breve termine?

Non so, non ho obiettivi ben definiti ma come dicevamo prima “SOLO MISSIONI”… 🙂 In cantiere c’è inerente a SVS il mio primo “video-tape”, una sorta di mixtape video, che uscirà quasi sicuramente verso la metà di aprile. Poi ho rimesso mano al beatmaking e magari chissà prima della fine dell’anno potrebbe uscire qualcosa… Per adesso saluti e bella stanti a tutti 🙂

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