Protocollo Zero, l’intervista!

È importante e interessante fare un salto al di là della barricata ogni tanto.

È per questo che Moodmagazine non vuole viaggiare solamente nel mondo degli artisti hip hop italiani (e non) e nell’underground, ma intende affacciarsi anche a quel pianeta reale di professionisti del settore coi quali ci si trova sempre in contatto, vista la grandissima quantità di materiale musicale prodotto in Italia. Scopriamo così una sfera che risulta sempre più fondamentale per la crescita (maturazione) anche del nostro genere musicale preferito. La tappa oggi è Vicenza, città del Palladio e del Palladium (e anche del nostro Zethone), per un fermata al Protocollo Zero Studio, gestito da Enrico (Penta), Davide (Jack) e Flavio (Jest).

Vademecum della buona professionalità.

 

++ Innanzitutto ci farebbe piacere conoscere il motivo che ha spinto il vostro studio a fare dell’hip hop una delle sue principali specializzazioni .
Sicuramente per la presenza nel nostro organico di Enrico (Penta), che è molto vicino all’ambiente essendo lui stesso un mc e produttore hip hop da diversi anni. Ha quindi un orecchio molto rivolto al suono cassa/rullante dei brani Hip Hop e R’n’B. Ma non è questo comunque l’unico genere musicale che trattiamo in studio…


++ Date un consiglio ai nostri lettori: cosa bisogna valutare quando si entra in uno studio di registrazione per capire se si stanno spendendo bene i propri soldi.
Il mercato del recording è ormai da qualche anno saturo, tolta quella fascia di studi hi-budget per le grosse produzioni ne resta solo una più o meno allo stesso livello (anche di prezzo). In questo caso rivolgetevi con fiducia a chi ha più esperienza nel campo del vostro genere: fate attenzione anche a chi si spaccia per studio professionale ma in realtà è solo un hobbysta ben attrezzato. Anche se il prezzo può sembrarvi vantaggioso, se volete un risultato sicuro rivolgetevi a dei professionisti!

++ Quanto pensate sia importante oggi per un artista o per un gruppo presentarsi al pubblico o agli addetti ai lavori con un prodotto ovviamente interessante, non solo dal punto di vista artistico, ma anche dal punto di vista qualitativo (tecnico)?
Non è solo importante, secondo la nostra opinione è fondamentale. La tendenza delle etichette discografiche è (e sarà sempre più) quella di scritturare solo gli artisti o i gruppi che possono portare alla major un prodotto finito, pronto per gli standard del mercato. Meglio ancora se questo prodotto non si limita al disco, ma comprende anche immagini, foto, grafiche, siti web, myspace ecc… Di materiale interessante ce n’è in giro molto di più rispetto al passato, al giorno d’oggi vince chi riesce a presentarlo nella confezione migliore.

++ La domanda da un milione di dollari: Quando si parla di registrazione si sente sempre parlare di Analogico e Digitale, chiariteci un po’ quali sono le principali differenze e se realmente conviene scegliere uno rispetto all’altro.
Sfatiamo un’altra leggenda metropolitana: la registrazione “analogica”, nel senso più puro del termine, non esiste praticamente più, a meno che una macchina del tempo non ci possa riportare agli Abbey Road Studios degli anni ’60. Pensate che alla fine tutte le vostre registrazioni verranno riversate su CD e poi in mp3… tutto digitale. La soluzione migliore per uno studio è quella di dotarsi di un sistema ibrido, che prende il meglio dei due mondi, il suono e la magia dei vecchi preamp a valvole e dei mixer, la praticità e la possibilità di richiamare all’istante tutti i parametri di una sessione fatta su un sistema digitale… insomma come abbiamo fatto noi!

++ Conoscendo la storia dell’hip hop italiano recente, qual è il vostro punto di vista relativo alla questione “suono americano” e “suono italiano”?
Secondo noi ti stai rivolgendo alle persone sbagliate, non devi chiedere a chi registra, ma a chi fa le basi e produce. Ci sono ottimi dischi fatti da producer italiani, mixati negli USA che suonano molto bene, ma suonano comunque italianissimi. Il suono americano lo ottiene solo uno statunitense, che ovviamente non sarà in grado di replicare lo stile dei nostri migliori producer. E questo è dovuto al background culturale e ai suoni che si ascoltano fin da bambini.

++ E a questo proposito molti dischi rap italiani hanno raggiunto a nostro avviso elevati standard qualitativi, in termini di suono… ve ne ricordate qualcuno in particolare, ora che siete dall’altra parte del vetro?
Molti, a dire il vero molti. Con il senno di poi, suonavano molto bene Così com’è degli Articolo 31, In teoria dei Sottotono e 107 Elementi di Neffa, tutti passati in studi USA prima di uscire al mercato. Ma sicuramente nella lista ci vanno di diritto anche Heavy Metal dei Corveleno e i lavori di Bassi Maestro!

++ Ci sono un sacco di leggende metropolitane legate al mondo degli studi di registrazione: si dice che molti studi siano effettivamente il tramite o addirittura il pass par tout per le etichette discografiche – talent scout a pagamento – è vero?
Assolutamente no, se la persona con cui vi rapportate è una persona seria vi venderà e vi garantirà solo la registrazione del vostro prodotto, le persone che promettono altre cose sono dei truffatori.
C’è da dire però che gli studi di registrazione di un certo livello diventano crocevia per artisti e addetti ai lavori che trovano in questi luoghi un punto di contatto che favorisce lo scambio di materiale: la possibilità di essere notati e ascoltati dunque esiste sempre…


++ Permettetemi un po’ di malizia, ma allora è anche per questo che si dovrebbe optare per una soluzione professionale anziché l’home recording?
Può essere un motivo, anche se sicuramente non è il principale. Ricordate comunque di non mettere sullo stesso piano il servizio che offre uno studio professionale con una registrazione casereccia…….

++ Ma in definitiva meglio uno studio attrezzattissimo, ricco delle novità tecnologiche del momento, o un fonico esperto con molti anni di attività alle spalle?
Meglio entrambi!!!! Eh, eh…. e nel caso non esista la possibilità, meglio un fonico esperto! Le macchine da sole non servono proprio a niente.

++ Vi ringraziamo di essere stati con noi. Mi auguro che questa chiacchierata possa essere stata piacevole per voi come lo è stata per noi. Vi lasciamo un po’ di spazio per dei “consigli pratici” a chi vuole inoltrarsi nel mondo dell’home recording!
Grazie a voi! Per i consigli, beh, imparate a sfruttare al massimo tutto quello che riuscite a fare in casa vostra, è inutile finire la preproduzione in uno studio che costa magari cinquanta € all’ora, come d’altro canto non potete pretendere di mixare il vostro disco da soli sul vostro PC e pretendere che suoni come Dr. Dre o come Timbaland! Dotatevi di un piccolo sistema Pro Tools che vi garantisce la compatibiltà con tutti gli studi e in più vi fa risparmiare. E ricordatevi di non usare software pirata!! Se volete passare a trovarci potete chiamarci al 333 3633899 oppure mandarci una mail a protocollozero@libero.it. Il nostro space è: www.myspace.com/protocollozeromusic